DITTATURA DEL RELATIVISMO: tolti ad una coppia di genitori i figli obesi

L’odierna società relativista sponsorizza ad ogni piè sospinto il mito della libertà sganciata da ogni regola: in assenza di valori morali certi e condivisi, l’uomo, secondo tale visione dell’esistenza, avrebbe l’opportunità di vivere senza limiti imposti, finalmente libero di godersi la vita secondo le sue reali tendenze e aspirazioni.

Ma la ragione e l’osservazione della realtà dei fatti ci dicono il contrario e cioè che l’uomo non è in grado di vivere senza punti di riferimento etici e morali, pena lo snaturamento dell’essere. Accade, dunque, che gli Stati democratici assomiglino sempre di più a delle vere e proprie dittature, in cui l’establishment politico e culturale tende ad imporre, anche con la forza, l’accettazione di precisi modelli di comportamento ricavati da un sistema di valori arbitrario e bizzarro, creato e sostenuto dal politicamente corretto e dalle tendenze del momento.

A Dundee, in Scozia, i servizi sociali hanno deciso di togliere i figli obesi ad una coppia di genitori rei di non essere riusciti a far perdere loro peso. I quattro figli più piccoli dei coniugi scozzesi verranno dunque dati in affidamento o in adozione nonostante i loro genitori abbiano fatto tutto quanto era stato loro imposto dai servizi sociali al fine di farli dimagrire. Secondo quanto riportato da un portavoce, «il Comune agisce sempre nell’interesse dei minori tenendo ben saldi in mente la loro sicurezza e il loro benessere» (sic!) (“Il Giornale”, 5 settembre 2011).

Sarebbe tuttavia un errore considerare tale incredibile episodio come un fatto isolato, una scheggia impazzita di una società che occasionalmente cade nell’eccesso. Tempo addietro due genitori tedeschi sono stati condannati al carcere perché si sono rifiutati di far seguire al proprio figlio il programma di educazione sessuale impartito dalla scuola pubblica. Ma anche senza prendere in considerazione tali episodi apparentemente “limite”, la semplice osservazione della realtà di tutti i giorni ci mette di fronte ad un mondo che subdolamente impone a tutti di adeguarsi a certi schemi valoriali: la pubblicità, i giornali e la televisione diffondono continuamente immagini ad alto contenuto erotico e la pornografia è ormai una triste realtà acriticamente accettata dai più, malgrado siano evidenti i danni psicologici e affettivi da essa prodotti, soprattutto nei minori.

La propaganda omosessualista si spinge laddove solo qualche decennio fa le sarebbe stato impossibile arrivare: cartelloni pubblicitari inneggianti il comportamento contro natura e la sua presunta normalità giganteggiano nelle strade delle grandi metropoli mentre vergognose sfilate di omosessuali si snodano nelle vie centrali delle città, alla presenza di politici e autorità compiacenti. La presunta libertà raggiunta dall’uomo della modernità, sganciato dal Creatore e dalle Sue leggi, è un tragico bluff: al posto dei valori immutabili di origine divina subentrano pseudo valori umani che schiavizzano l’uomo e lo rendono infelice e depresso.

In altre parole, al posto della soave dittatura di Cristo reclamano cieca obbedienza le più spietate, feroci dittature prodotte dall’orgoglio dell’uomo che si fa Dio. Tuttavia lo scivolamento sempre più marcato verso il caos morale e materiale (crisi economica, conflitti bellici, sovvertimento dell’ordine naturale ecc.), dove anche il male stenta a seguire una logica precisa ma procede furente e a caso come un animale in gabbia, rappresenta una grande occasione per alzare il vessillo della Verità, il vessillo di Cristo Re dell’universo.

I recenti esempi dell’approvazione della nuova e ultraconservatrice Costituzione ungherese, in cui si dichiara che Dio e il Cristianesimo sono gli elementi unificanti della nazione e che la vita del bambino va protetta fin dal concepimento, della realtà pro-life polacca che sta raggiungendo risultati a dir poco sorprendenti, costituiscono esempi tanto più luminosi e ordinati quanto più buio, tetro ed in preda al caos più totale è il mondo che ci circonda.

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