“Discutiamo adesso per evitare il rischio di un Conclave lungo”

conclave(di Alessandro Speciale su Vatican Insider del 05-03-2013) Nel giorno in cui i cardinali riuniti a Roma per le Congregazioni Generali inviano un telegramma al papa emerito – un unicum, fino ad oggi, nella storia della Chiesa – sembra emergere tra i porporati l’intenzione di prendersi tutto il tempo necessario per discutere con agio dei problemi e delle sfide della Chiesa, anche per evitare il rischio di un Conclave che si prolunga, con i cardinali bloccati nella Cappella Sistina incapaci di trovare un compromesso. L’idea sembra quindi di discutere a lungo per arrivare poi, in tempi rapidi, alla ‘fumata bianca’.

Il terzo incontro nell’Aula Nuova del Sin-odo ha visto ridursi a cinque il numero dei porporati ‘ritardatari’, quelli che ancora devono arrivare a Roma e prestare giuramento sul Vangelo sotto gli occhi del Decano del Collegio, Angelo Sodano.

Tra ieri e oggi, sono arrivati in Vaticano i porporati tedeschi Meisner e Woelki, il patriarca libanese Rai, gli europei Duka e Rouco Varela, l’africano Sarr e il curiale Grocholewski. Mancano quindi all’appello solo Karl Lehmann di Magonza, John Tong Hon di Hong Kong, il copto Antonios Naguib, che ha assicurato che farà il viaggio dal suo Egitto malgrado le precarie condizioni di salute, Kazimierz Nycz di Varsavia, e Jean-Baptiste Pham Minh Man di Ho Chi Minh City, in Vietnam.

Ad ogni modo, ha chiarito oggi il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, non sarà necessaria la presenza a Roma di tutti i cardinali per stabilire la data dell’inizio del Conclave: basterà, ha detto, che “tutti abbiano il tempo di arrivare”, e che quindi gli altri porporati presenti a Roma siano avvertiti del loro arrivo previsto e ne tengano conto.

Ma i cardinali già presenti a Roma non sembrano, per il momento, avere fretta. “Molti cardinali sono preoccupati che se non c’è tempo sufficiente nelle Congregazioni Generali, se si taglia il tempo per la discussione, allora il conclave potrebbe allungarsi”, ha detto ai giornalisti l’arcivescovo di Boston, Sean O’Malley.

Per questo, ha spiegato Lombardi, i porporati hanno deciso un calendario ‘rilassato’ per le Congregazioni  Generali, con incontri solo al mattino: “I cardinali vogliono riflettere bene per capire, approfondire… avere tempo a disposizione senza affrettare le cose”.

Tuttavia, ha aggiunto l’uditore della Camera Apostolica – ovvero una sorta di consulente legale dell’amministrazione della Chiesa durante la ‘sede vacante’– , monsignor Giuseppe Sciacca, ha dato oggi lettura del paragrafo 37 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, modificato da papa Ratzinger pochi giorni prima delle sue dimissioni per permettere ai porporati di anticipare l’apertura del Conclave rispetto ai 15 giorni canonici.

E già da oggi pomeriggio la Cappella Sistina è chiusa al pubblico, per permettere i lavori di preparazione alle operazioni di voto, con la creazione di una pedana sopraelevata che nasconda i dislivelli del pavimento. Verranno installate anche due stufe: la prima per bruciare le schede, la seconda destinata ad emettere il famoso fumo, bianco o nero a seconda dell’esito del voto, a cui tutti guarderanno nelle prossime settimane.

Nel loro telegramma, i porporati scrivono a Benedetto XVI per ringraziarlo “per tutto il Suo luminoso ministero petrino e per l’esempio loro dato di una generosa sollecitudine pastorale per il bene della Chiesa e del mondo”, oltre che per il suo “instancabile lavoro nella vigna del Signore”. I membri del Sacro Collegio chiedono anche al “papa emerito” di pregare “per loro, come per tutta la Santa Chiesa”.

Dal poco che i porporati lasciano trapelare, l’organizzazione della Curia è comunque al centro di molti interventi. Nella Congregazione Generale si è parlato della “attività della Santa Sede e dei suoi dicasteri, nei loro rapporti con gli episcopati”, ha detto Lombardi. “Certamente – ha aggiunto il cardinale O’Malley – si rifletto molto nel mondo cattolico sul governo della Chiesa, su come migliorarlo e rendere il ministero del Santo Padre più efficace e meglio sostenuto dalla burocrazia della Santa Sede”.

Naturalmente, al centro dei pensieri c’è il caso Vatileaks, ma non solo: “Sono sicuro – ha concluso il porporato cappuccino con riferimento al prossimo Conclave – che i cardinali condivideranno tra di loro le informazioni veramente rilevanti e importanti mentre prendiamo questa importante decisione”.

Donazione Corrispondenza romana
  • Fare chiarezza sull’Amoris laetitia: una nuova voce si leva
     (di Emmanuele Barbieri) Il convegno organizzato il 22 aprile a Roma da La Nuova Bussola quotidiana e da Il Timone ha rappresentato una nuova importante tappa nella lunga serie di iniziative che, da un anno a questa parte hanno messo … Continua a leggere
  • La crisi ariana del IV secolo
    (di Cristina Siccardi) All’Alba del IV secolo, il cristianesimo, estesosi in tutto l’Impero romano, deve affrontare la prima persecuzione lunga e feroce della sua storia. La seconda, la stiamo vivendo noi, ora. La Verità portata da Gesù Cristo rischiava di … Continua a leggere
  • Lo scandalo dei nostri tempi
    (di Roberto de Mattei) Il mondo è pieno di scandali e Gesù dice: «Guai al mondo per causa degli scandali» (Mt 18, 6-7). Lo scandalo, secondo la morale cattolica, è il comportamento di chi causa il peccato o la rovina … Continua a leggere
  • La Chiesa “viva”
    (di Cristiana de Magistris) Quando, durante il processo dell’apostolo Paolo, il procuratore della Giudea Festo si trovò nella necessità di spiegare al re Agrippa le imputazioni portate dai Giudei contro Paolo, le riassunse dicendo che gli accusatori avevano contro di … Continua a leggere
  • Quei concerti per Lutero sono una nota decisamente stonata
    (di Mauro Faverzani) Che a cento anni dalle apparizioni di Fatima, in una chiesa cattolica, quella del Redentore a Modena, non si trovi di meglio che festeggiare il quinto centenario della riforma luterana con un ciclo di cinque concerti, promossi … Continua a leggere
  • È una guerra di religione
    (di Roberto de Mattei) La strage di Tanta e di Alessandria è un brusco richiamo alla realtà per papa Francesco, alla vigilia del suo viaggio in Egitto. Gli attentati in Medio Oriente, come in Europa, non sono sciagure naturali, evitabili … Continua a leggere
  • Il Processo di Cristo e il processo della Chiesa
    (di Cristiana de Magistris) Nel Tempo di Passione, che abbraccia le due settimane che precedono la Pasqua, la Chiesa contempla in lutto i dolorosi avvenimenti che segnarono l’ultimo anno della vita del Redentore del mondo (Settimana di Passione) e l’ultima … Continua a leggere
  • Il vero volto di san Francesco d’Assisi e sant’Ignazio di Loyola
    (di Cristina Siccardi) Il Papa porta con orgoglio il nome di san Francesco d’Assisi ed è orgogliosamente erede della dinastia religiosa fondata da sant’Ignazio di Loyola, ma né dell’uno, né dell’altro ne è testimone. Il vero volto di san Francesco … Continua a leggere
  • Perché non bisogna discreditare la Compagnia di Gesù
    (di Roberto de Mattei) Tra le conseguenze più disastrose del pontificato di papa Francesco ce ne sono due, strettamente connesse tra loro: la prima è il travisamento della virtù tipicamente cristiana dell’obbedienza; la seconda è il discredito gettato sulla Compagnia … Continua a leggere
  • Le responsabilità di mons. Vincenzo Paglia
    (di Mauro Faverzani) L’intera vicenda pecuniaria è stata ripercorsa, con dovizia di particolari, venerdì 24 marzo dal quotidiano La Verità: riguarda il processo, presso il tribunale penale di Terni, relativo alla compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Nell’estate … Continua a leggere