Dina Nerozzi al Senato contro il progetto di legge Zan

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(Dina Nerozzi) Riportiamo l’Audizione al Senato della prof.ssa Dina Nerozzi, medico, specialista in Neuropsichiatria ed Endocrinologia già titolare del Corso in Psiconeuroendocrinologia all’Università di Roma Tor Vergata, sulla proposta di legge n° 569 Zan et altri Relativa all’Orientamento sessuale e all’Identità di Genere.

La proposta di Legge n° 569 Zan et al. rappresenta solo l’ultima tappa della rivoluzione antropologica del Gender, che vuole eliminare le radici biologiche dell’essere umano per farne un semplice prodotto culturale manipolabile a piacimento. La legge prevede la censura e la detenzione per chi si rifiuta di allinearsi ai dettami del nuovo mondo politicamente corretto.

Per cercare di capire l’origine di un pensiero così rivoluzionario della realtà umana è necessario rifare il percorso culturale che ci ha portato all’attuale situazione.

Il 30 Luglio 1946 il presidente Truman firmava l’adesione degli USA all’UNESCO: «L’UNESCO chiamerà a collaborare alla causa della pace le forze dell’educazione, della scienza, dell’apprendimento, delle arti creative, delle agenzie cinematografiche, della radio e della carta stampata… al fine che gli uomini possano essere educati alla giustizia, alla libertà e alla pace. Per fare in modo che la pace sia durevole, l’educazione deve stabilire l’unità morale del genere umano».


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Partiva il processo di globalizzazione culturale e il critico letterario newyorkese Lionel Trilling nel suo articolo The Kinsey Report pubblicato su Partisan Review nell’aprile 1948 ci aiuta a capire meglio la situazione e anche il significato reale della parola “democratico”. «Coloro che asseriscono a praticano le virtù democratiche prenderanno come assunto che, ad eccezione delle difficoltà economiche, tutti i fatti sociali devono essere accettati non solo a livello scientifico ma anche sociale. Non si dovranno esprimere giudizi su di loro e sarà considerata antidemocratica ogni conclusione tratta da coloro che recepiscono valori e conseguenze».

Questo avveniva sul versante “occidentale” mentre di quello che accadeva su quello orientale ci informa Gyorgy Lukacs, il filosofo ungherese della Scuola di Francoforte in: Marxismo e Politica Culturale del 1959: «Tutta la scienza e tutta la letteratura devono servire esclusivamente alle esigenze propagandistiche formulate dall’alto, dallo stesso Stalin… la comprensione ed elaborazione autonoma della realtà era bandita per sempre».

Sia sul versante liberale che su quello comunista veniva messa in campo un’armata poderosa che doveva cancellare la realtà biologica dell’essere umano per ricreare un mondo nuovo pieno di pace e di armonia a patto che a dettare le regole fosse la politica. La questione non è la Verità, o la ricerca della verità, la questione sul tappeto è il Potere e con esso la capacità di definire la realtà delle cose.


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Questo è il significato del politicamente corretto: non esiste una realtà che non possa essere manipolata dalla volontà dell’uomo ma è la politica che decide il vero e il  falso, il bene e il male. Era il benservito alla morale giudaico-cristiana e l’avvento di una nuova era in cui a governare era l’uomo con la sua “scienza”.

Per costruire il nuovo mondo pieno di pace e di armonia è necessario dichiarare guerra:
1. alle Religioni ancorate al passato e all’ordine naturale
2. alle Tradizioni popolari perché sono legate ai credo religiosi
3. alla Natura perché è solo un’invenzione dei populisti bigotti e di conseguenza all’Anatomia, alla Fisiologia, alla Genetica e dunque alle scienze biologiche.

Joseph De Maistre filosofo, giurista e politico (1753-1821) ci ricorda come: «Le false opinioni somigliano alle monete false: coniate da qualche malvivente e poi spese da persone oneste che perpetuano il crimine senza saperlo».


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Alla fine degli anni 50 John Money inventa l’inganno del Gender: ruolo di genere socialmente indotto (John Locke e la tabula rasa), maschi e femmine non si nasce ma si diventa. Il termine gender deriva dal latino gignere, che significa generare, e l’unico ruolo di genere esistente in natura è quello per cui le femmine partoriscono e i maschi fecondano. Le donne possono fare le astronaute, le scienziate, possono guidare treni a camion ma non possono fecondare; allo stesso modo gli uomini possono cambiare i pannolini, cucinare, creare la moda ma non possono essere fecondati e partorire.
Sempre a John Money si deve la distinzione di Identità di Genere in contrasto con l’identità sessuale biologica (cogito ergo sum di Cartesio). Anche in questo caso l’identità di genere, cioè quella percepita nella mente, viene rapidamente contrastata non dai fanatici bigotti ma dalla genetica impressa in ogni singola cellula del corpo a ricordare che si può essere o maschi Y o femmine X. 

Perché una ipotesi irrazionale priva di riscontri scientifici ha messo radici così forti e resistenti a ogni critica? Perché è in sintonia con la visione del mondo liberal-progressista che vede l’uomo come unico arbitro e artefice del suo destino, oltre che un affare in termini economici.

Per comprendere la posizione dell’avversario bisogna partire dall’evoluzionismo Darwiniano. Per i progressisti l’evoluzionismo darwiniano è alla base della nuova religione della modernità. Secondo la teoria Darwiniana la vita sarebbe sorta come organismo unicellulare che si sarebbe andato evolvendo, nel corso di milioni di anni, nelle varie specie animali e vegetali che popolano la terra: la cosiddetta Macroevoluzione.

Se l’evoluzionismo darwiniano è un fatto reale e se la specie umana è inserita in un continuum evolutivo per meglio adattarsi all’ambiente ne consegue che, con le attuali conoscenze scientifiche e il progresso tecnologico, l’uomo sarebbe in grado di dirigere in autonomia il processo evolutivo nel modo ritenuto più utile all’individuo e alla società. Il compito spetta alla Politica pressata dalle esigenze dell’Economia e della Finanza. Il futuro radioso della modernità poggia le sua fondamenta sulle sabbie mobili della menzogna nascosta dietro una piccola verità. La Microevoluzione all’interno della specie è un dato di fatto che nessuno si sogna di contraddire. La Macroevoluzione Darwiniana è un mito che serve a far avanzare l’agenda progressista sotto l’egida di una falsa scienza.

Noi siamo testimoni della devastazione di una civiltà plurimillenaria costruita sul Principio di Realtà oggettiva e al suo posto vediamo sorgere una organizzazione artificiale ed utopica della Società attraverso un’operazione di ingegneria sociale che ha come obiettivo ultimo trasformare il dono della vita in un prodotto da commercializzare.

Siamo in presenza di due visioni del mondo tra loro inconciliabili: una si fonda sui dati di Realtà, studia la natura e cerca di carpirne i segreti. Il Progresso è inteso in armonia con le leggi naturali. L’altra si fonda sull’Utopia, vuole ricostruire il mondo secondo i suoi desideri anche contro le leggi di natura.

Nel 2006, ventinove “esperti” hanno stilato i Principi di Yogyakarta che dettavano le regole per il mondo intero: «L’applicazione della Legge Internazionale sui diritti umani in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere». Una guida universale ai nuovi diritti umani. I Principi sanciscono la scomparsa, ope legis, dell’Anatomia, della Fisiologia, della Genetica, in una parola la scomparsa della variabile Natura e dunque la loro deriva antiscientifica.

Il 17 Maggio 2006 Il Consiglio d’Europa adotta la Decisione n. 771/2006/CE che indice il 2007 come l’Anno delle Pari Opportunità per tutti. Obiettivi specifici da raggiungere:

-Sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione.
-Suscitare un dibattito sugli strumenti necessari per potenziare la partecipazione alla società.
-Celebrare e facilitare la diversità.
-Operare in favore di una società più solidale.
Il 31 marzo 2010 viene pubblicata una Raccomandazione CM/Rec(2010)5 contro la Discriminazione basata su Orientamento Sessuale e Identità di Genere.
Il 29 Aprile 2010 esce la Risoluzione 1728 che proibisce la Discriminazione in base all’Orientamento Sessuale e all’Identità di Genere. E’ opportuno ricordare come anche la pedofilia sia un orientamento sessuale e pertanto non discriminabile in base alla risoluzione 1728 del 2010.

Il 2 Maggio 2018 è presentata la proposta di Legge 569 Zan et al: «I fatti di cronaca denunciati da numerosi quotidiani nazionali e locali hanno segnalato l’esponenziale aumento nel numero e nella gravità di atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali e transessuali…. Abbiamo assistito a una vera e propria escalation dei crimini d’odio legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere».

L’omofobia rappresenta una tattica difensiva del mondo LGBT nei confronti di chiunque osi affermare che il comportamento omosessuale non rappresenta un vantaggio né per l’individuo né per la società. Mentre la transfobia è una tattica difensiva che vuole silenziare chi ritiene che siano ancora vigenti le leggi della biologia con l’odiosa divisione in maschi e femmine e che il responsabile di questo crimine sia il cromosoma Y. A questo punto giova ricordare quanto ebbe modo di dire Bertand Russel nel suo testo The Impact of Science on Society del 1951: «L’educazione è fondamentale, gli psicologi sociali del futuro avranno delle classi di bambini su cui attueranno diversi metodi per produrre in loro il convincimento incrollabile che la neve sia nera». Anche in questo caso esiste una piccola dose di verità infatti la neve può diventare nera a patto di essere stata calpestata e infangata. 

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