Dice no alle nozze gay, destituito volontario della Croce Rossa

BryanBryan Barkley (nella foto) è un uomo di 71 anni. Grazie al pensionamento anticipato dal lavoro – era ingegnere civile -, per vent’anni ha potuto dedicare buona parte del tempo libero lasciatogli libero dalla famiglia ad esser volontario della Croce Rossa britannica. Ma tutto questo appartiene al suo passato. Oggi, lui, il volontario non lo può più fare. E’ stato sollevato dall’incarico, per aver protestato contro il “matrimonio” gay: i vertici della Croce Rossa si son subito premurati d’informarlo di quanto il suo punto di vista risultasse «incompatibile con i valori» dell’organizzazione. Mostrandogli la porta.

Quale la “colpa” del signor Barkley? Quella d’aver manifestato pubblicamente le sue opinioni di cristiano convinto con una veglia davanti alla Cattedrale della sua città, Wakefield, nello Yorkshire, munito di un cartello con scritto: «No alle nozze gay». Tutto qua.

Felicemente sposato da ben 42 anni, egli ha precisato di non aver nulla contro le persone omosessuali, ma allo stesso tempo ha anche dichiarato di non credere che il Parlamento abbia rappresentato l’opinione del popolo, quando ha cambiato la definizione di matrimonio: «Cos’ho fatto di male? – si è domandato – Io credo fermamente che l’istituzione nuziale, pietra angolare della nostra società, sia tra un uomo ed una donna. Cosa c’è di male nel dirlo in pubblico? Si sta imbavagliando la libertà d’espressione, in questo Paese…»

Per questo ha deciso di far ricorso contro la sua destituzione, che ha definito «ingiusta ed immotivata». Già a maggio era stato convocato una prima volta da Andy Peers, responsabile locale della «Croce Rossa-Mezzaluna Rossa», per un’udienza disciplinare, durante la quale gli fu precisato come l’ente «non avesse alcuna opinione in merito al ‘matrimonio’ omosessuale, trattandosi di una realtà imparziale e neutra». “Neutra” al punto, da rimuoverlo soltanto qualche mese dopo. E senza neppure dirgli grazie.

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