DEMOGRAFIA: diminuiscono gli italiani, aumentano gli stranieri

Dalla rilevazione Istat degli indicatori demografici 2010 emerge che l’Italia è un Paese popolato sempre più da stranieri, 328 mila in più rispetto all’anno scorso, che da italiani, la maggior parte over sessantacinquenni e ultracentenari. Gli immigrati, senza contare quelli irregolari, sono 4 milioni e mezzo, mentre gli italiani saranno sempre meno.


Tale fenomeno è dovuto essenzialmente a due fattori: il primo è che le donne italiane fanno pochissimi figli, in media 1,4 a donna, mentre quelle straniere ne fanno 2,3; il secondo è l’aumento degli ultrasessantenni, oltre un quinto della popolazione, che implica una domanda sempre crescente di badanti. Nello stesso periodo gli under 14 sono cresciuti solo di 348 mila unità in totale, portando la quota al 14,3%. L’aspettativa di vita, inoltre, è notevolmente aumentata: un uomo supera i 79 anni e una donna gli 84, mentre i centenari, sempre più numerosi, hanno raggiunto quota 16 mila e sono triplicati in 10 anni. Questi dati demografici variano in base alle aree geografiche del nostro Paese: le mamme che fanno più figli non sono più le donne del Sud, ma quelle del Nord. A superare la soglia dell’1,4% del tasso di fecondità, infatti, sono le donne del Trentino, con l’1,58, quelle della Valle d’Aosta, con l’1,54, della Lombardia, con l’1,48, dell’Emilia, con l’1,46, e del Friuli, con l’1,43.

La ragione di questa tendenza è che i figli si fanno dove i servizi sociali sono più efficienti e le donne si sentono più sostenute e dove si prospettano maggiori possibilità di lavoro. Secondo l’Istat «sembra essersi conclusa per le italiane la fase di recupero cui si era assistito nello scorso decennio». Il calo delle nascite, 2,1% in meno nel 2010 rispetto all’anno precedente, risulta generalizzato su scala territoriale, pertanto diventa sempre più importante il contributo delle straniere alla natalità. Quest’anno, infatti, oltre 104 mila nascite (18,8% del totale) sono attribuibili a madri straniere, di cui il 4,8% con partner italiano.

A garantire migliori condizioni di vita agli anziani sono le regioni più sviluppate, tra cui Trentino, Toscana, Veneto e Lombardia. L’Istat rivela inoltre che è ripresa la migrazione interna da Sud verso il Centro e il Nord, in particolare verso il Trentino, l’Emilia e il Veneto, coinvolgendo quasi il 2 per mille della popolazione.

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