De Maria numquam satis

De Maria numquam satis

Il testo che riportiamo è preso dal capitolo V, Maria SS.ma Regina dell’universo, del volume II (La singolare missione di Maria SS.) dell’opera La Madonna secondo la fede e la teologia (Libreria editrice F. Ferrari, Roma 1953) del noto mariologo padre Gabriele Roschini osm (1900-1977), religioso dell’Ordine dei Serviti.

3) La voce della Tradizione / seconda parte

Nei secoli XVI, XVII, XVIII e XIX i mariologi, nella loro reazione alle negazioni dei protestanti, incominciarono a mettere in maggior rilievo i fondamenti teologici della Regalità di Maria e li trovarono principalmente nella Maternità divina e nella Corredenzione. Così il Suarez, de Vega, de los Rios, ecc. Ma è al secolo XX, al secolo nostro, che spetta il titolo glorioso di secolo della Regalità di Maria, essendo tutto ripieno dei fulgori di tale Regalità.

Fin dall’alba del secolo, questa sublime prerogativa di Maria incominciò ad attrarre in modo tutto particolare la mente ed i cuori dei sudditi di questa eccelsa Regina. Nel Congresso di Lione (1900) venivano formulati, fra gli altri, questi voti:

  1. che dopo la Consacrazione del genere umano al S. Cuore, venga la Consacrazione dell’universo alla Vergine Santissima sotto il titolo di «Regina dell’Universo»;
  2. che una festa chiamata Festa della Regalità Universale di Maria sia istituita per essere ogni anno celebrata con Ufficio proprio;
  3. e che infine il S. Padre si degni di aggiungere alle Litanie Lauretane l’invocazione «Regina dell’Universo, pregate per noi» (cfr. E. Campana, Maria nel culto, II, 618).

Due anni dopo, trentamila partecipanti al Congresso internazionale di Friburgo si riunirono per acclamare – com’è detto nel telegramma inviato al S. Padre – la Regalità universale di Maria. Fu solennemente incoronata la Madonna quale «Regina dell’universo» e fu emesso il voto che «il romano Pontefice si degni di proclamare solennemente Maria Regina dell’universo, ed istituire sotto questo titolo una festa da celebrarsi il 31 maggio» (l.c., p. 640).

Altri due anni dopo, nel 1906, il Congresso Mariano Internazionale di Einsiedeln ripeteva i voti già emessi dal Congresso di Lione (consacrazione e festa). Sei anni dopo, nel 1912, il Congresso Mariano Internazionale di Treviri si proponeva di illustrare, dietro l’approvazione della S. Sede, la Regalità di Maria sotto i suoi vari aspetti: teologico, storico e morale.

Nel 1933 aveva inizio a Roma, per opera di alcune Figlie di Maria della Parrocchia di S. Camillo, un vasto movimento regalmariano, organizzato mediante un lavoro di penetrazione profonda nell’anima stessa dei fedeli attraverso la Gerarchia ecclesiastica e ordinato ad ottenere dalla S. Sede la proclamazione di una festa liturgica in riscontro alla festa di Cristo Re. L’idea di questo Movimento regalmariano sorse dopo il prodigio di una guarigione istantanea, completa e duratura da tubercolosi addominale, ossea e polmonare di una delle signorine ascritte alla Pia Unione, che si era recata per la settima volta a Lourdes a chiedere alla Madonna la grazia di «guarire o morire». La signorina Maria Morbidelli tornò a Roma guarita perfettamente (e tuttora gode ottima salute) e le sue compagne di Congregazione, nel cercare di esprimere in qualche modo la loro riconoscenza alla Vergine Immacolata, trovarono che l’istituzione della festa di Maria Regina, mancante nel Calendario liturgico, mentre da pochi anni (1925) era stata istituita quella di Cristo Re, poteva essere la migliore scelta per una forma d’imperitura gratitudine alla potentissima Signora, che si era degnata di onorare con uno straordinario miracolo il pio Sodalizio nella persona di uno dei suoi membri. 

Una dolce e breve «Preghiera della Regalità di Maria», ben accolta dai Vescovi d’Italia e dell’estero, che vollero renderla di quotidiana recitazione indulgenziandola per i propri fedeli, fu lanciata dalle promotrici del Movimento Pro Regalitate Mariae, preparando il terreno per le adesioni più esplicite e formali. Alle adesioni dell’Episcopato (oggi possono contarsi 900 tra Cardinali, Arcivescovi, Patriarchi, Vescovi di tutto il mondo) si sono aggiunti quasi tutti i Superiori Generali di Ordini e Congregazioni religiose, Rettori di Università ed Accademie Pontificie, di Seminari e dei Santuari Mariani di diverse Nazioni, Dirigenti di Azione Cattolica italiana ed estera, nonché un buon numero di Autorità del Laicato (Capi di Stato, Prefetti, Sindaci, Rettori di Università degli Studi, ecc.).

Il Movimento Pro Regalitate Mariae è sotto la Presidenza di S. E. Mons. Alfonso M. De Sanctis, Vescovo di Todi, che è anche Presidente dei Congressi Eucaristici Italiani. Nell’Udienza speciale concessa dal S. Padre il 29 dicembre 1946 ai Componenti la Segreteria Generale, furono presentati al Pontefice i primi quattro grossi volumi di copie di adesioni ricevute dall’inizio della raccolta a quel fausto giorno. Altri volumi sono stati aggiunti, annualmente, a quei primi perché le adesioni continuano provenienti dai Centri aperti nella Spagna, nel Belgio, nel Canadà, nel Messico, nella Colombia, nell’Egitto e finanche dalla lontana Cina. Il Movimento Pro Regalitate Mariae ha anche il suo organo nella Rivista intitolata «La Regalità di Maria», sorta nel maggio 1948.

Nello stesso anno 1933, insieme al «Movimento Pro Regalitate Mariae», l’Ecc.mo Mons. Ange Marie Hiral, O.F.M., Vicario Apostolico del Canale di Suez, iniziava a Port-Said la costruzione della prima Cattedrale dedicata a Maria «Regina Mundi», consacrata solennemente nel 1937 dal Card. Dougherty, Legato Pontificio.

Nel 1938, il Congresso Nazionale Mariano, celebrato a Boulogne-sur-Mer, sceglieva per tema «La Regalità di Maria», secondo i dati della Teologia positiva (P. Aubron, S.J.), speculativa (P. Dillenschneider, C.SS.R.) e morale (P. Barré). Fu emesso il voto della consacrazione del mondo al Cuore immacolato di Maria e di aggiungere alle Litanie Lauretane l’invocazione «Regina dell’Universo, pregate per noi» (cfr. Souveraineté de Marie – Congrès Marial National – Boulogne-sur-mer 1938, Desclée de Brouwer). Tutto l’Episcopato del Perù (1938), della Colombia (1940) e del Canadà (1949) chiedeva al S. Padre l’istituzione della Festa della Regalità di Maria. Il Congresso nazionale di Saragozza, nel 1940, oltre al vivo desiderio «che si propaghi nel popolo cristiano, con la parola, con gli scritti, la dottrina della Regalità di Maria», faceva suoi i voti dei precedenti Congressi relativi alla Consacrazione del mondo a Maria, alla festa liturgica della Regalità di Maria e all’inserzione della relativa invocazione nelle Litanie Lauretane (cfr. Luis, op. cit., p. 138).

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