Da 2 a 3 Francesi al giorno votati alla jihad, bloccate 2 minorenni

OrlyAltre due adolescenti francesi, questa volta di 15 e 17 anni, sono state fermate lo scorso 19 agosto, rispettivamente a Lione ed a Tarbes, mentre tentavano di uscire dalla Francia, per raggiungere la Siria e lì unirsi alle milizie islamiche dell’Isis.

Grazie all’allarme lanciato dai genitori di una delle due giovani, insospettiti dal comportamento della figlia, la Procura di Parigi ha subito avviato un’accurata inchiesta, affidata alla DGSI-Direzione Generale della Sicurezza Interna. Ciò ha permesso alle forze dell’ordine di rintracciare le ragazze e di dichiararle in stato di custodia cautelare con l’accusa di «associazione a delinquere finalizzata ad atti di terrorismo»: a rivelarlo, è stata l’emittente Rtl, che ha specificato come incredibilmente le due giovani non si fossero mai nemmeno conosciute di persona, nella vita reale, ma fossero rimaste in contatto solamente tramite i social network, che si confermano così come uno dei canali privilegiati di reclutamento di nuovi adepti per la jihad islamica. Cui aderirebbero, in media, dai due ai tre Francesi al giorno, secondo quanto dichiarato sempre ai microfoni di Rtl da Pierre-Henri Digeon, responsabile della Polizia aerea e di frontiera d’Orly, aeroporto da cui decollano i voli più economici per la Turchia, passaggio obbligato poi per giungere in Siria. «Spesso gli aspiranti jihadisti si riconoscono – ha spiegato il funzionario – in quanto hanno un biglietto di sola andata, non possiedono molto denaro, né sanno fornire una ragione circa il viaggio. Il loro soggiorno, poi, ha una durata indefinita». Cifre allucinanti, che, se confermate, potrebbero indurre a ritenere le dimensioni del drammatico fenomeno ancora più imponenti rispetto alle cifre ufficiali diffuse dal governo, cifre che parlavano di circa 500 Francesi in tutto affiliatisi al terrorismo internazionale musulmano.

E’ un dato di fatto, comunque, come già lo scorso aprile il ministro degli Interni d’Oltralpe, Bernard Cazeneuve, abbia predisposto un piano anti-jihad, per contrastare i gruppi eversivi islamici dilaganti in Francia a caccia di nuovi adepti, come riportato dal periodico Valeurs Actuelles. Per questo è stato predisposto un apposito numero verde e rafforzato il sistema di vigilanza relativo ad Internet, così da poter concretamente aiutare le famiglie a segnalare ipotetici comportamenti sospetti da parte dei loro figli. A settembre dovrebbe inoltre essere discusso in Parlamento un nuovo disegno di legge, teso a consolidare le difese giuridiche contro il terrorismo.

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