CULTURA: Vienna Forum 2008, l’Islam rinasce in un’Europa post-cristiana

Sul tema Post-Christian Europe and Resurgent Islam (L’Europa post-cristiana e l’Islam che rinasce), si sono svolti dal 30 maggio al 1 giugno tre giorni di dibattito nello splendido scenario del Castello di Neuwaldegg a Vienna.





Sul tema Post-Christian Europe and Resurgent Islam (L’Europa post-cristiana e l’Islam che rinasce), si sono svolti dal 30 maggio al 1 giugno tre giorni di dibattito nello splendido scenario del Castello di Neuwaldegg a Vienna.
Organizzato dall’Istituto Neuwaldegg insieme all’Hudson Institute e al “Kairos Journal”, il Vienna Forum 2008 ha riunito oltre cento eminenti studiosi, uomini politici ed uomini di Chiesa provenienti da tutto il mondo. Il convegno si poneva sulla stessa linea di approfondimento aperta dalla conferenza internazionale promossa lo scorso 13 marzo dalla Fondazione Lepanto e dalla European Freedom Alliance presso l’Università Europea di Roma.

Tra gli oratori che hanno partecipato al Convegno di Vienna segnaliamo: Sua Eminenza George Cardinal Pell, Arcivescovo di Sidney (Australia , ‘, ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ ); il Vescovo Hilarion Alfeyev, Rappresentante della Chiesa Ortodossa Russa a Bruxelles; il Rev. Peter Akinola, Primate della Chiesa Anglicana in Nigeria; il Rev. Michael Nazir-Ali, Vescovo anglicano di Rochester e di Raiwind (Pakistan , ‘, ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ ); l’ex Primo Ministro Spagnolo José Maria Aznar; il Principe Nikolaus von Liechtenstein; dall’Inghilterra Norman Lamont e David Alton, membri della Camera dei Lords, e Melanie Philipps, autrice del libro Londonistan (2006 , ‘, ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ , ‘ ); dall’Italia, Marcello Pera, già Presidente del Senato Italiano; Rocco Buttiglione, Vice-Presidente della Camera dei Deputati; Roberto de Mattei, Presidente della “Lepanto Foudation”; dagli Stati Uniti, Joseph Wood, Assistente del Vice-Presidente Cheeney per la Sicurezza nazionale; il Padre Richard John Neuhaus, Direttore di “First Things”; l’Ambasciatore Frank Shakespeare, già Ambasciatore presso la Santa Sede.

Una delle prime questioni affrontate è stata la definizione dell’Europa: essa si riduce a un’entità politica (Unione Europea) che deve essere intesa innanzitutto come una civiltà, includente non solo il Vecchio Continente ma anche il Nuovo Mondo? La Turchia fa parte dell’Europa? E quali sono le relazioni tra l’Europa e i trenta milioni di musulmani che vivono in essa? L’immigrazione di popolazioni provenienti da Paesi islamici è stato un punto centrale del dibattito durato tre giorni.

Molti tra i relatori hanno poi richiamato l’attenzione sull’ambiguità e la contraddizione del multi-culturalismo. C’è uno stretto legame tra multi-culturalismo e il relativismo post-moderno, che ha la sua espressione ultima nel secolarismo radicale. Il relativismo ha la sua dottrina e i suoi profeti, ma esso è anche un’abitudine ed un fatto pratico. Tra i principali centri di diffusione di questa ideologia c’è l’Unione Europea, che è stata oggetto di numerose critiche da parte degli oratori. Il messaggio principale del Congresso è stato che il pericolo reale oggi non è l’Islam, ma il vuoto spirituale dell’Europa. Non tanto lo “scontro di civiltà” quanto il collasso della civiltà occidentale di fronte alla minaccia islamica.

La conversazione conclusiva tra Padre Neuhaus e Marcello Pera sul tema Clothing Europe’s Naked Public Square, ha ribadito il messaggio di molti speakers: il ritorno all’identità e alle radici cristiane del continente rappresenta l’unica via di salvezza di fronte al rinascente islamismo.

Parlando delle responsabilità della Chiesa, Padre Neuhaus ha affermato che per «riempire le pubbliche piazze» bisogna riproporre Cristo come la nostra unica salvezza. Il recupero della Cristianità richiede la presenza di veri cristiani che vivano integralmente la loro fede seguendo l’appello di Benedetto XVI ai cattolici americani durante la sua visita dello scorso aprile negli Stati Uniti.

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