CULTURA: sorpresa al premio Campiello

Sovvertendo il giudizio dei giurati di élite, i lettori popolari del Campiello hanno decretato l’assegnazione del Premio, a sorpresa, a Mariolina Venezia per Mille anni che sto qui. Il romanzo edito da Einaudi, già segnalato da CR, si dipana nei 130 anni tra la proclamazione del Regno d’Italia e la caduta del comunismo visti attraverso il microcosmo del paesino lucano di Grottole e le cinque generazioni dei Falcone.





Sovvertendo il giudizio dei giurati di élite, i lettori popolari del Campiello hanno decretato l’assegnazione del Premio, a sorpresa, a Mariolina Venezia per Mille anni che sto qui.
Il romanzo edito da Einaudi, già segnalato da CR, si dipana nei 130 anni tra la proclamazione del Regno d’Italia e la caduta del comunismo visti attraverso il microcosmo del paesino lucano di Grottole e le cinque generazioni dei Falcone.

Il libro non è mai banale e mette in luce elementi culturali essenziali, generalmente sottovalutati dalla narrativa e dalla saggistica sul Mezzogiorno: la centralità femminile nelle famiglie “patriarcali”, la renitenza del Sud alle seduzioni totalitarie del ‘900, il ruolo devastante del consumismo per la società tradizionale.

Soprattutto, l’autrice mette in luce, con toni quasi da “revisionismo neoborbonico”, l’epopea risorgimentale: «Un massacro che nel resto d’Europa venne definito pari a quello degli indiani d’America… eppure nei libri di storia non ne restò quasi traccia».

Non meraviglia, date tali premesse, che intellettuali e vip avessero relegato l’opera in coda alla cinquina finalista, ma i lettori comuni hanno riconosciuto il valore culturale e letterario dell’opera.
Il favorito della vigilia, Carlo Fruttero, ha accolto il rovesciamento di fronte (è giunto ultimo nelle preferenze) con una battuta davvero poco galante: «Non ho letto il libro vincitore e penso che non lo leggerò. So che l’autrice scrive per la televisione». (M.Fe.)

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