CULTURA: senza le scuole paritarie lo Stato spenderebbe sei milioni di Euro in più

L’Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche (Agesc) ha appena pubblicato un Rapporto da cui risulta che le scuole paritarie, oltre a contribuire al progetto educativo, fanno risparmiare allo Stato sei milioni e duecentomila Euro.





L’Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche (Agesc) ha appena pubblicato un Rapporto da cui risulta che le scuole paritarie, oltre a contribuire al progetto educativo, fanno risparmiare allo Stato sei milioni e duecentomila Euro. Contrariamente a quanto si pensi, infatti, per lo Stato i costi delle scuole paritarie sono inferiori a quelli delle scuole pubbliche. Il rapporto dell’Agesc prende in esame gli stanziamenti concessi alla scuola paritaria in un arco di tempo che va dal 1996 al 2006.

In base ai risultati, un bambino costa 6.116 Euro se va alla scuola materna statale mentre costa 584 Euro se va a quella paritaria; un alunno della primaria statale costa 7.366 Euro contro gli 866 Euro della paritaria; uno studente delle medie statali 7.688 Euro contro i 106 Euro di uno studente di una scuola media paritaria; così come uno delle superiori statali costa 8.108 Euro contro i 51 Euro se va in una paritaria. Secondo i calcoli pubblicati nel Rapporto, a fronte di un investimento di 566 milioni di Euro per le scuole paritarie, lo Stato risparmia 6 milioni e 245 mila Euro.

Non gestendo il milione di studenti degli istituti paritari, lo Stato risparmia 3.436 miliardi di Euro alle materne, 1.202 miliardi alle elementari, 496 milioni per le medie e 1.110 miliardi alle superiori, per un totale di 6 miliardi e 245 milioni di euro.

«Queste cifre – ha sottolineato Maria Grazia Colombo, Presidente dell’Agesc in una intervista ad “Avvenire” pubblicata l’11 ottobre scorso – evidenziano la convenienza della nostra esistenza per lo Stato. Un’evidenza così chiara che non si comprende come non passi l’idea che occorra evitare l’estinzione di questa realtà educativa», se non altro per motivi economici.

Per questo l’Agesc chiede per la Finanziaria 2008 un incremento del 3,7% di quanto risparmia con le paritarie, per una somma complessiva di 800 milioni di Euro, di cui 440 alle materne, 250 alle elementari, 40 a medie e superiori e 70 all’integrazione per i disabili.

In merito al riconoscimento della parità scolastica monsignor Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in una intervista a “Tempo pieno”, la rivista dell’Agesc, ha affermato che la via «è quella di riconoscere la libertà di educazione dei genitori (…) che sono i soggetti primi ed insostituibili. E ciò significa anche rispondere con interventi e politiche di tipo economico adeguate affinché questo diritto riconosciuto possa realizzarsi».

Un dato significativo che conferma la volontà popolare di andare in questa direzione è il fallimento del referendum abrogativo che si è svolto nella provincia di Trento. Gli oppositori delle scuole paritarie avevano chiesto l’abrogazione della legge provinciale n. 5 del 2006 sul Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino, relativa ai finanziamenti agli istituti scolastici paritari. Tuttavia, con una affluenza inferiore al 19% il referendum è fallito e la legge in questione è rimasta in vigore.

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