CULTURA: presentato a Roma il libro di Gnocchi e Palmaro sul Concilio Vaticano II

(di Luca Marcolivio) La cultura moderna è piena di “totem”, apparentemente indistruttibili. Così come nel corso degli ultimi due secoli sono sorte numerose “leggende nere”, quasi sempre a danno della Chiesa Cattolica (Inquisizione, Crociate, Caso Galileo, ecc.), parimenti, in particolare in Italia, sono emerse altrettante “leggende rosa”, più che mai politically correct.

Tra queste ultime figurano i miti dei Padri della Patria, della Resistenza, della Costituzione e, in ambito ecclesiale, del Concilio Vaticano II. Lo ha osservato il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, nel corso della presentazione del volume La Bella Addormentata. Perché dopo il Vaticano II la chiesa è entrata in crisi. Perché si risveglierà (Vallecchi, 2011, p. 243) di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, avvenuta a Roma lo scorso 26 ottobre presso la sede della Fondazione Lepanto.

Quello di Gnocchi e Palmaro è solo l’ultimo saggio di un filone letterario critico nei confronti del Concilio Vaticano II: tra le pubblicazioni vale la pena citare, in modo particolare, Concilio Vaticano II: un discorso da fare e Concilio Vaticano II: un discorso mancato di mons. Brunero Gherardini, e Il Concilio Vaticano II: una storia mai scritta (Lindau, 2010) dello stesso de Mattei.

Secondo Alessandro Gnocchi, il Vaticano II rappresentò una novità epocale per la Chiesa, in primo luogo sul piano del linguaggio. Come osservò nel 1969 Marshall McLuhan in una lettera a Jacques Maritain, i media elettrici ed elettronici sono «completamente eterei» e «nutrono l’illusione del mondo come sostanza spirituale». La loro pericolosità sta proprio nel loro essere «disincarnati». Si è tentato dunque di adattare la Chiesa ai miti dei primi anni ’60, in particolare, al mito di «un mondo che oggi non c’è più, un mondo lanciato verso un futuro migliore che, di fatto, non si è mai realizzato», ha osservato Gnocchi.

I Padri conciliari, dunque – molti di loro, probabilmente, in buona fede – si illusero di poter «vendere un prodotto», adottando un linguaggio nuovo, molto vicino a quello della pubblicità. «Senza però accorgersi – ha proseguito Gnocchi – che quel “prodotto” non aveva nulla da dire ad una “clientela” che preferiva gli originali. Così, la Chiesa, che ha tentato di conquistare il mondo, ne è finita conquistata».

La Bella Addormentata smonta un luogo comune ancora molto in voga: quello secondo il quale il Concilio è senza macchia e tutte le storture siano dovute soltanto alle errate interpretazioni dell’epoca post-conciliare. In realtà, se gli esiti non sono stati quelli sperati, ciò è dovuto a «contraddizioni già esistenti nei documenti stessi del Concilio e anche a problemi che laceravano la Chiesa già prima degli anni ‘60», ha affermato da parte sua Mario Palmaro.

I limiti dei documenti conciliari, ad avviso di Palmaro, sono molto chiari: «C’è, ad esempio, una fiducia smisurata nella scienza e nella tecnica, quando sappiamo che oggi la Chiesa è molto più prudente e più sensibile al rischio eugenetico». Anche l’enfasi posta su concetti come la “medicina della misericordia” che, in qualche modo, metteva in secondo piano la Verità, hanno generato molti equivoci.

Come riferisce il sottotitolo del libro di Gnocchi e Palmaro, tuttavia, la chiesa «si sveglierà». Questo ottimismo, spiegano gli autori, è motivato in primo luogo da una Grazia santificante che non smette mai di operare e che sostiene la Chiesa anche nei suoi momenti più bui. Il fatto stesso che oggi discutere del Concilio Vaticano II non sia più un tabù è segno di un cambiamento di rotta. (Luca Marcolivio)

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