CULTURA: nasce Lettera 22 contro l’omologazione mediatica anti-cattolica

Si è tenuto venerdì 4 aprile, presso la Sala del Garante di piazza Montecitorio a Roma, l’inaugurazione di Lettera22, un’associazione che si propone di riunire giornalisti professionisti, pubblicisti ed operatori dell’informazione non omologati, impegnati a promuovere la libera espressione del pensiero.





Si è tenuto venerdì 4 aprile, presso la Sala del Garante di piazza Montecitorio a Roma, l’inaugurazione di Lettera22, un’associazione che si propone di riunire giornalisti professionisti, pubblicisti ed operatori dell’informazione non omologati, impegnati a promuovere la libera espressione del pensiero. Un’iniziativa nazionale che ha un suo sito internet-blog (www.lettera22.info), già on-line, alla quale si sono iscritti il giorno dell’inaugurazione circa 200 persone.

L’incontro, al quale hanno partecipato tra gli altri Enzo Iacopino, Segretario dell’Odg, Giano Accame che ha rivolto un commosso saluto a Gino Fantauzzi, scomparso di recente, e poi Maurizio Gasparri, Marcello De Angelis, Roberta Angelilli, Paolo Guzzanti e molti altri.

Presente anche Roberto Natale, Presidente della FNSI con un intervento critico ma di apertura. Tra gli esponenti della corrente sindacale Stampa romana l’alternativa!, rappresentata sia presso la FNSI sia presso l’Associazione stampa romana, e dalla cui esperienza nasce l’iniziativa di Lettera 22, erano presenti tra gli altri il Presidente Paolo Corsini, Pierangelo Maurizio, Lucilla Parlato, Camillo Scoyni, Andrea Pesciarelli, Sabrina Fantauzzi, Marco Ferrazzoli e Luigi Monfredi.

Corsini ha spiegato come le «associazioni impegnate nel campo della comunicazione finora esistenti sono tutte nate e legate a doppio filo con un area di pensiero dominante nel campo dei media e della cultura che non è maggioritaria nel Paese» e «che discende direttamente da Gramsci, Togliatti, Dossetti e don Milani».

Ferrazzoli ha chiarito che Lettera 22 «non è un circolo, magari con qualche pretesa elitaria, di “professionisti dell’informazione”», ma, come recita lo Statuto, un’associazione per la “non omologazione”, che intende combattere «il pregiudizio anticattolico, anticristiano e in parte antireligioso che domina la nostra comunicazione. Non si tratta solo delle polemiche tra laicisti e atei devoti ma proprio della sottorappresentazione, spesso caricaturale, della componente cattolica nella quotidianeità nazionale, nella società, nell’economia, nella realtà».

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