CULTURA: la musica è chiamata a dare speranza, afferma Benedetto XVI

La musica è chiamata a dare speranza all’animo umano ferito dalle esperienze terrene, ha spiegato Benedetto XVI al termine di un concerto in suo onore nell’Aula Paolo VI del Vaticano.





La musica è chiamata a dare speranza all’animo umano ferito dalle esperienze terrene, ha spiegato Benedetto XVI al termine di un concerto in suo onore nell’Aula Paolo VI del Vaticano.

Il concerto è stato il dono fatto a Benedetto XVI dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per celebrare i suoi tre anni di pontificato. Il Santo Padre ha ringraziato il Presidente ed ha visto in questo gesto un «ulteriore segno del grande affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa».

Esattamente tre anni fa, il 24 aprile 2005, Benedetto XVI iniziava il suo ministero petrino con una messa alla quale presero parte circa 350 mila persone raccolte in Piazza San Pietro e lungo Via della Conciliazione.

Il Papa ha assistito al concerto dal passaggio centrale che corre lungo l’Aula Nervi, con al fianco il Presidente Napolitano e suo fratello, monsignor Georg Ratzinger. L’Orchestra e il Coro Sinfonico “Giuseppe Verdi” di Milano, diretti rispettivamente da Oleg Caetani e da Erina Gambarini, hanno presentato musiche di Luciano Berio, Luigi Boccherini, Brahms e Beethoven con la Settima Sinfonia.

Nel suo discorso il Papa ha quindi fatto riferimento al «valore spirituale dell’arte musicale, chiamata in modo singolare ad infondere speranza nell’animo umano ferito dall’esperienza terrena».
Secondo il Vescovo di Roma c’è una «parentela tra musica e speranza, tra canto e vita eterna», ed è per questo che la «tradizione cristiana rappresenta gli spiriti beati in coro».

«L’autentica arte, come la preghiera non è estranea alla vita quotidiana ma ad essa ci rimanda. Le nuove generazioni possono trarre sempre nuova ispirazione dall’accostarsi» al «valore universale di patrimonio artistico», rendendo in questo modo più vicina la realizzazione di una «società aperta ai valori dello spirito».

«L’Italia – ha concluso il Pontefice – con il suo eccezionale patrimonio artistico può svolgere a questo proposito un ruolo importante nel mondo».

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