CULTURA: la giornata del Timone

Nel familiare e accogliente scenario della cascina “la Lodovica”, nei pressi di Milano, si è svolto anche quest’anno, il 23 maggio scorso, il “Giorno del Timone”, consueto appuntamento organizzato dall’omonimo mensile e giunto alla sua quarta edizione. La giornata è stata aperta dalla S. Messa celebrata da S. Em.za Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.


A seguire i numerosi partecipanti hanno avuto modo di poter curiosare tra gli stand delle varie associazioni, case editrici e riviste intervenute alla manifestazione tra le quali – presenza costante – Radici Cristiane. Lo stand del mensile diretto da Roberto de Mattei è stato oggetto dell’attenzione di molti, sia per la presenza dello stesso direttore, che per l’ormai riconosciuto ruolo che il periodico si è ritagliato nella difesa e trasmissione dei perenni valori della civiltà occidentale. Un amichevole clima ha poi fatto da cornice alla conferenza tenutasi nel pomeriggio, dal tema: Il ritorno a Dio. Nel cuore. Nel mondo.

Toccante l’intervento del giornalista Paolo Brosio, che ha testimoniato la sua recente conversione dovuta alla Mediatrice di tutte le grazie: Maria.

A seguire, l’intervento di Massimo Introvigne ha invece voluto portare l’attenzione – partendo dall’analisi compiuta dal Pontefice Benedetto XVI – sulla rinascita spirituale dell’Occidente e dell’Europa. Una rinascita a cui purtroppo – come analizzato minuziosamente dal sociologo – non corrisponde un analogo adeguamento dei codici morali e della pratica religiosa, ma che lascia comunque sperare per un futuro ritorno del Vecchio Continente a Cristo e alla Chiesa. Il premio “Defensor Fidei” – consegnato simbolicamente ogni anno dal Timone a chi si sia distinto nel mondo per la difesa e testimonianza dell’unica vera Fede – è stato quest’anno consegnato a padre Thomas Chellan – dello Stato indiano dell’Orissa – che ha patito sulla sua pelle le persecuzioni messe in atto nella regione da fanatici induisti.

Notevole – inoltre – il riconoscimento speciale conferito alle suore Misericordine che hanno per anni accudito Eluana Englaro prima che numerosi e illustri carnefici – come tristemente risaputo – misero la parola fine alla sua vita.

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