CULTURA: il prof. de Mattei parla a Palermo su Cristianesimo e relativismo

Nella Sala delle Lapidi, aula consiliare del Comune di Palermo, si è svolta il 21 maggio una conferenza del prof. de Mattei sul tema: Cristianesimo e Relativismo nell’Europa d’oggi: una sfida.





Nella Sala delle Lapidi, aula consiliare del Comune di Palermo, si è svolta il 21 maggio una conferenza del prof. de Mattei sul tema: Cristianesimo e Relativismo nell’Europa d’oggi: una sfida.

L’iniziativa è stata presentata dal dott. Rosario Tantillo, responsabile dell’associazioni promotrice Identità Giovani ed ha ricevuto il saluto e l’adesione dell’assessore Raoul Russo, anche a nome del sindaco della città.
È poi intervenuto Diego Torre, Presidente regionale della Milizia dell’Immacolata, che ha dimostrato, citando le fonti kolbiane, che il dovere del milite (ma anche di ogni cristiano) è di conoscere i nemici di Dio e della verità sull’uomo per combatterli; il Relativismo è appunto l’ultimo in ordine di tempo.

Il prof. de Mattei, direttore della nostra Agenzia di informazione e del mensile “Radici Cristiane”, ha descritto il fenomeno nella sua essenza, nelle sue manifestazioni e nei suoi effetti rovinosi.

«Il relativismo – ha affermato – è l’ultima forma dell’anticristianesimo contemporaneo. Il relativismo è l’anticristianesimo contemporaneo: più feroce dell’antico, perché più subdolo, più invasivo, più totalitario. Ciò che caratterizza il relativismo è la negazione dell’immutabilità della natura umana e quindi dell’esistenza di diritti fondamentali dell’uomo».
«La storia d’Europa con le sue radici – ha affermato il relatore – è fondata sull’oggettività del diritto, sull’esistenza di una legge naturale, che non è creata dagli individui, che è iscritta in una natura umana valida e permanente a tutte le latitudini perché non cambia mai nel corso della storia.

Se, invece, noi ammettessimo questo mutamento della umana natura, dovremmo ammettere anche e necessariamente il venir meno dei diritti umani, di diritti comuni a tutti».
Cambiando la natura dell’uomo, infatti, dovrebbero mutare anche i diritti che, a questo punto, dipenderebbero solo dalla autodeterminazione dell’individuo.

«La nuova Europa, che si sta delineando – ha concluso il prof. de Mattei – sembra proprio definirsi sulla volontà di negazione della legge naturale, ossia sulla negazione dei Dieci Comandamenti, che in sostanza sono un grande riassunto della stessa.

Infatti se ci chiediamo cosa sia questa legge naturale, possiamo tranquillamente rispondere che sono i Dieci Comandamenti, i quali oggi sono sostituiti da nuovi diritti istituiti da individui e gruppi, che chiamano diritto ciò che in realtà è solo frutto dell’istinto, delle pulsioni, degli interessi, in una prospettiva di totale soggettivismo e relativismo.

Noi dobbiamo essere consapevoli di ciò, di questo totale relativismo: in tal modo saremo in grado di opporre i principi dell’ordine naturale cristiano cui Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno sempre fatto riferimento.
La legge naturale non è sufficiente. Non si può rispettare la legge naturale senza l’aiuto della Grazia. E non si può ricevere l’aiuto della Grazia al di fuori del Cristianesimo e della Chiesa.

Per questo noi affermiamo di voler difendere non solo l’ordine naturale, ma l’ordine naturale e cristiano, non solo la legge morale naturale, ma la legge morale e naturale cristiana: per questo noi vogliamo la rinascita di una società integralmente cristiana: perché sappiamo che senza il Cristianesimo la natura decade, così come senza l’ordine naturale la Grazia non può attecchire perché, come dice san Tommaso, la Grazia presuppone la natura; la vita della Grazia presuppone il rispetto della legge naturale».

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