CULTURA CATTOLICA: tre anni fa il motu proprio Summorum Pontificum

Il 14 settembre u.s. è stato il terzo anniversario dell’entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum, documento tra i più proficui, contrastati e profetici del Pontificato di Benedetto XVI, il quale lo promulgò ufficialmente il 7 luglio 2007.

La ratio del documento non era e non è quella di accontentare questo o quel gruppo di marginali del cattolicesimo, ma la chiara volontà del pontefice di iniziare una seria restaurazione della liturgia cristiana, divenuta negli ultimi 4 decenni da «fonte ed acme della spiritualità» ad un’esperienza «al limite del sopportabile» (secondo le stesse parole usate dal Papa).

La Lettera di accompagnamento al Motu proprio chiedeva agli Ordinari diocesani, a partire dai 3 anni dalla promulgazione del testo, di esprimere le loro idee e difficoltà nella sua applicazione pratica. Non possiamo prevedere le dichiarazioni dei presuli cattolici dei cinque continenti, ma di sicuro la diffusione della liturgia tradizionale – anche associata alla revoca della scomunica ai Vescovi lefebvriani o all’indizione di un Anno Sacerdotale – sta producendo effetti benefici in tutta la Chiesa, sia in termini di vocazioni giovani e motivate, sia per la ventata d’aria fresca e nuova che paradossalmente proprio l’antica messa in latino ha saputo suscitare…

Gli Istituti da sempre legati a queste forme liturgiche aumentano di anno in anno i membri ed estendono il loro apostolato un po’ ovunque; altre compagini religiose dedite al rito antico sorgono, in tutto il mondo cattolico, praticamente al ritmo di una decina l’anno; e soprattutto il numero di giovani preti e seminaristi attirati dalla sobria bellezza del rito immemoriale, davvero “straordinario”, è in aumento esponenziale come dimostrato da molte ricerche e sondaggi, anche di società specializzate.

In Francia, per esempio, davanti all’abbandono di centinaia di parrocchie ogni anno, vendute e trasformate in pub, negozi e moschee (!), già oggi moltissimi seminaristi diocesani, quasi un quarto del totale, sono pronti e si preparano alla celebrazione della liturgia tradizionale, breviario incluso (cfr. C. Barthe, La messe à l’endroit, Versailles 2010).

La volontà della Santa Sede è dunque chiara e limpida: c’è da sperare che, a fronte di una sorda opposizione di teologi e certi prelati al documento pontificio, la voce del Papa si faccia sentire ancora e al più presto, per richiamare gli Ordinari e i parroci ai loro stretti doveri.

Per commemorare questo anniversario, le associazioni italiane “Giovani e Tradizione” e “Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum”, sotto la direzione del padre Vincenzo Nuara o.p., hanno ufficialmente annunciato la data del III Convegno sul Motu proprio che avrà luogo a Roma dal 13 al 15 maggio 2011. Le tre giornate romane si apriranno venerdì 13 maggio con un pre-convegno che sarà riservato ai sacerdoti, ai religiosi e ai candidati al sacerdozio. Il giorno successivo, all’Università Pontificia Angelicum, si svolgerà il convegno aperto a tutti sul tema Summorm Pontificum, una speranza per la Chiesa. Domenica 15 maggio, nella Basilica di San Pietro, sarà celebrata una Messa pontificale solenne, secondo la forma straordinaria, all’altare della Cattedra da Sua Em.za il cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

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