CULTURA CATTOLICA: nuovo film su Duns Scoto

L’Italia sta girando un film su Duns Scoto, uno dei più grandi geni della filosofia e della teologia medievale, conosciuto come Dottore Sottile. Il film, che ha fatto tappa in Campidoglio, è in stile francescano perché tale è il beato Duns Scoto e perché i francescani dell’Immacolata sono i frati che hanno pensato di realizzarlo.

Il film, diretto da Ferdinando Muraca e interpretato da Adriano Braidotti, è ricco di professionalità e dottrina, trepidante nelle scene finali per l’esito di una disputa teologica sull’Immacolata Concezione di Maria, e riporta alla lettera le argomentazioni del Dottore Sottile. Ciò fa sì che lo spettatore, trascinato in un cortile della Sorbona nell’anno 1307, si trova a tifare per il beato francescano, intento a difendere la ragionevolezza dell’Immacolata Concezione contro l’avversario domenicano: 547 anni prima che Pio IX ne proclamasse il dogma.

Un film di questo tipo dovrebbe passare, non solo nelle sale del grande circuito, ma anche negli oratori e nelle parrocchie, dove la confusione dottrinale e morale regna sovrana. Tra i cattolici di oggi è diffusa l’idea malata di libertà fondata sulla falsa immagine di un Dio capriccioso al punto di poter ordinare che ogni cosa divenga il suo contrario e quindi sulla falsa immagine di un uomo liberato dalla legge divina. Scoto diceva a un suo allievo: «Ascolta, Guglielmo, Dio è volontà sommamente libera e onnipotente, è vero, ma, per così dire, almeno un limite ce l’ha: è incapace di operare se non nella direzione del bene e del vero. Egli non può contraddirsi, capisci? La libertà perfetta e infinita di Dio non è mai arbitrio». Il Guglielmo a cui si rivolgeva Scoto era Guglielmo Ockham, uno dei padri del relativismo che ancora oggi ha tanti allievi (“Il Foglio”, 6 aprile 2011).

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