CULTURA CATTOLICA: incontro con Magdi Cristiano Allam

A due anni dalla sua conversione alla fede cattolica, Magdi Cristiano Allam ha raccontato la propria esperienza di vita e la propria visione del mondo al pubblico della Fondazione Lepanto. La sua scelta di fede, che ha destato sorpresa nel mondo cattolico e scandalo nel mondo islamico, è stata determinata da una profonda «ricerca della Verità, durata 56 anni», ha spiegato il giornalista ed europarlamentare italo-egiziano nel corso di una conferenza tenutasi lo scorso 7 giugno nella sede di S. Balbina a Roma.

L’adesione di Allam alla Chiesa di Roma, oltre che sulla fede, si è cementata sui valori ed in particolar modo sui “principi non negoziabili” che sostanziano l’intera civiltà occidentale. Eppure, se in questi tempi si parla di crisi, è perché «abbiamo assistito alla globalizzazione delle merci, delle tecnologie, degli scambi ma non certo alla globalizzazione dei valori o della spiritualità», ha osservato l’europarlamentare.

Il discorso di Allam si è soffermato a lungo sulla crisi finanziaria globale e sulle sue possibili cause. «Come il 9 novembre 1989, insieme al muro di Berlino, crollò l’ideologia socialista, il 15 settembre 2008, a Wall Street, assieme alla borsa, è crollata l’ideologia del “mercatismo” e della speculazione finanziaria. Né il comunismo, né il mercatismo mettono al centro la persona e la sua dignità, né perseguono il bene comune».

La crisi dei valori, della spiritualità, delle regole, rimpiazzate da un materialismo senz’anima e, sul piano etico, dal relativismo, sono le spine nel fianco dell’attuale civiltà europea, sulla quale incombe una «burocrazia che detiene il vero potere, sia legislativo che esecutivo, il che è aberrante sul piano della democrazia», ha aggiunto Allam. L’Europa di oggi è quella che «si vergogna delle radici cristiane e vuole rimuovere il Crocifisso, ritiene che insultare il Papa faccia parte della libera espressione del pensiero e poi considera la non-legalizzazione dell’eutanasia, come la violazione di un diritto fondamentale». Aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale sono considerate le grandi conquiste di civiltà di un Europa che si è così incamminata verso il «suicidio demografico» e che, piuttosto, avrebbe bisogno di un «serio sostegno alla natalità». Sempre in Europa, il declino della nostra civiltà, si misura in un errato concetto di integrazione «che ha determinato la nascita dei ghetti».

L’Europa che «rifiuta i Crocifissi e si infervora per i minareti» ha avuto come risultato il proliferare di moschee «nelle quali si predica l’odio e si pratica il lavaggio del cervello». Non ci sono, quindi, «i presupposti per pretendere da altri il rispetto di una civiltà e di una cultura che noi stessi non amiamo», ha osservato Allam.

Se in campo culturale si può uscire dalla crisi, solo rigettando il laicismo e il relativismo, la politica non va più vista come “consorteria d’affari” ma recuperata nella sua accezione di «servizio al cittadino». In ambito economico, infine, il mercatismo sfrenato dell’ultimo ventennio, va abbandonato a favore dell’economia sociale di mercato, l’unica che davvero “valorizza la persona”.

Il modello imprenditoriale più virtuoso? Quello delle “piccole e medie imprese”, basandosi esse «sulla persona e sulla famiglia naturale, con un riverbero positivo per l’intera società».

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