Cultura Cattolica: convegno su Pio XII e Vaticano II

( di Federico Catani) Sulla via del Concilio Vaticano II: la preparazione sotto Pio XII. Questo il tema del convegno organizzato dal Comitato Papa Pacelli, svoltosi a Roma nel pomeriggio del 23 novembre. Durante l’incontro hanno preso la parola padre Peter Gumpel, la professoressa Alexandra von Teuffenbach e don Nicola Bux.

Di particolare rilievo la relazione di padre Gumpel, che da anni si occupa della causa di beatificazione di Pio XII. Il gesuita ha sottolineato che già sotto il pontificato di Pio XI si era iniziato a parlare della convocazione di un Concilio ecumenico

. Tuttavia, nelle intenzioni di Papa Ratti prima e di Pio XII poi, lo scopo era solo e soltanto proseguire e portare a compimento i lavori del Concilio Vaticano I, bruscamente interrotto dall’occupazione dello Stato pontificio ad opera delle truppe sabaude e garibaldine.

Mai si pensò di indire un’assise del tutto nuova. Alla fine però non se ne fece più niente, specie per motivi pratici. Quando Pio XII, nel 1948, diede avvio, con alcune perplessità, ai lavori e alle consultazioni in vista dell’apertura di un Concilio, si rese ben presto conto che il momento non era favorevole. Non sembrava opportuno far allontanare i vescovi dalle rispettive diocesi in un periodo, con la guerra terminata da poco, di grande miseria morale e materiale, il cui problema principale era la ricostruzione.

Ma soprattutto papa Pacelli era consapevole del clima di grande confusione all’interno della stessa Chiesa provocato dalla nascente nouvelle théologie, che egli condannò nel 1950 con l’enciclica Humani Generis. Fu così che il Pontefice decise di fermare la preparazione del Vaticano II.

Il Concilio fu poi convocato da Giovanni XXIII e prese una piega ben diversa dalle intenzioni originarie. Il Vaticano II ignorò i pericoli enunciati nella Humani Generis, fu caratterizzato dal sovvertimento degli schemi teologici e delle commissioni già preparati e, influenzato dalla stampa, produsse testi non lineari, frutto della ricerca esasperata dell’unanimità.

Di qui il sorgere del cosiddetto spirito del Concilio contrapposto alla sua lettera. Se è vero, come ha concluso padre Gumpel, che non tutti i problemi attuali vengono dal Vaticano II, è altrettanto certo che le aspettative nutrite allora non erano realizzabili. L’eccessivo ottimismo nei confronti della modernità si rivelò illusorio. (Federico Catani)

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