Crisi di governo. Gli italiani traditi e i traditori

(di Paolo Deotto su “Riscossa Cristiana” del 9/11/2011) La prima domanda che mi sono posto, di fronte agli ultimi avvenimenti che hanno portato, di fatto, alla crisi di governo, è stata: “Ma nel nostro curioso Paese, l’elettore che ci sta a fare?”.

Già, perché è vero che il Governo ufficialmente non ha più la maggioranza, ma è altrettanto vero che tre anni fa la gran maggioranza degli elettori mandò Berlusconi al Governo. Allora, e mi sembra che la domanda sia legittima, cosa conta di più: la volontà di questo popolo, proclamato “sovrano” quando fa comodo a lorsignori, o la guerra pazzesca, senza esclusione di colpi, condotta da chi voleva eliminare Berlusconi (e ci è riuscito)?il vuoto

Certo, potremmo dire che il difetto è alla radice, in una struttura costituzionale che di fatto mette il potere in mano ai partiti (e ben oltre i partiti), riducendo l’elettore a un pupazzo che ogni tot anni è chiamato a celebrare la liturgia del voto, per poter dire che siamo un Paese democratico. Però la prassi che sembrava si stesse consolidando poteva far sperare in un sistema in cui finalmente il cittadino non fosse più un suddito. Non è così, ci siamo sbagliati.

Berlusconi era stato votato dalla maggioranza degli elettori, ma i Depositari della Verità – ovvero dei poteri reali – lo hanno sempre combattuto. Chi se ne frega degli elettori? Chi se ne frega dell’Italia? Berlusconi ha fatto, non v’è dubbio, i suoi errori, ma è anche vero che nella disgraziata storia di questo disgraziato Paese non si era mai visto un Capo del Governo talmente bombardato da ogni direzione, con ingerenze incredibili nella vita privata, con ostacoli di ogni tipo, con iniziative giudiziarie a raffica, con un coro così ben organizzato da far capire anche a un bimbo che l’imperativo categorico era uno solo: Berlusconi deve andarsene. E ora che se ne va, sarà interessante vedere il seguito.

Gli italiani sono stati traditi, o forse semplicemente, sono stati riportati alla realtà. Questo non è un Paese democratico, questo è il Paese dei papocchi, dei voltagabbana, è il Paese in cui lorsignori non ammettono ingerenze nella gestione del potere. Peccato che lorsignori, a loro volta, si illudano di aver fatto chissà cosa, mentre sono stati i piccoli killer di poteri ben più forti.

Vi ricordate quando Giangiuda Fini fece il suo primo show? Ora, se c’è un meraviglioso esempio di vuoto intellettuale poggiato sul nulla, questo è Fini. Eppure il giornale inglese “Economist” scrisse di lui come di un “grande statista”; se volete rileggere questi brandelli di umorismo, potete cliccare qui. Naturalmente il fatto che “Economist” sia uno dei più importanti portavoce della massoneria non c’entra nulla.

Berlusconi ha fatto i suoi errori, ma è stato messo comunque nella impossibilità di governare, dovendo passare buona parte del suo tempo a difendersi su tutti i fronti. Adesso si è arrivati all’assurdo di volergli addebitare anche i guai economici e finanziari che nascono da lontano, dalla pattumiera finanziaria degli Stati Uniti, che stiamo pagando tutti, nel rispettoso silenzio verso una cricca di banchieri e (falsi) analisti finanziari che hanno inondato il mondo di cartaccia e che ora compiono una singolare metamorfosi, passando da piromani a pompieri per imporci le loro ricette.

Ora abbiamo un Paese allo sbando, messo sotto tutela dagli stessi organismi dove siedono i massimi responsabili della crisi mondiale. Abbiamo perso dignità e indipendenza, e non abbiamo reali prospettive, ma tutto va bene, perché si è realizzato il sogno inseguito con paranoica costanza da lorsignori: cacciare Berlusconi. Del resto, anche i poterucci (diminutivo di “poteri”) forti di casa nostra ormai avevano scaricato il Capo del Governo.

Confindustria esprimeva la sua pensosa preoccupazione, e faceva eco quel Luca Cordero di Montezemolo, presidente a vita di qualcosa, ma comunque presidente. Ecco anche la voce dell’amministratore di Intesa San Paolo, che ci fa sapere che cacciando Berlusconi l’Italia potrà finalmente avere una politica che le permetta di affrontare la crisi. Che bello, siamo salvi, non c’è più il diavolaccio che stava gettandoci nell’abisso.

Resta francamente difficile capire per quale straordinario fenomeno l’uscita dalla scena di Berlusconi possa essere il toccasana. Si potrebbe pensare che Berlusconi avesse gettato in qualche oscura segreta alcune personalità di specchiate virtù ed elevato ingegno, in grado di salvare il Paese, dedicando ad esso le loro formidabili doti. Ora, scacciato il tiranno, il popolo festante apre le porte di una tetra prigione e libera questi individui. Essi si mettono alacremente al lavoro e salvano l’Italia. Apoteosi.

Invece la realtà è ben diversa e drammatica. Sia a destra – e questo senza dubbio è una colpa di Berlusconi – sia a sinistra è davvero difficile vedere personalità in grado di prendere in mano le sorti dell’Italia. Vogliamo farci quattro risate e pensare a un governo che veda la partecipazione di brillanti ingegni come un Bersani, un Casini (che ha proclamato “senza il PD non si governa”. Ovvero: date un posticino anche a me!!), o, perché no?, un Macho Vendola? Ma perché non fare un pensierino per Rutelli, o magari per Sexi Bindi? Non proseguo, perché mi rendo conto che più che umorismo, sto facendo incitamento al suicidio.

Ma a destra, chi emerge? Certo, Alfano è un competente galantuomo, ma, nell’ipotesi che sia lui il futuro candidato della Destra, e che vinca le prossime elezioni, potrà governare? Quale sarà il primo Pubblico Ministero che lo metterà sotto inchiesta (non importa per cosa, questi sono particolari insignificanti in Italia)? Sarà gradito ai grembiulini dell’Economist, e alle simili compagnie?

E così torniamo alla domanda di apertura: in tutto ciò, che parte ha l’elettore? Nessuna, cari amici, nessuna. Siamo tornati a quella”Prima Repubblica”, dove i governi si formavano e si disfacevano nelle segrete stanze, e dobbiamo ringraziare Berlusconi perché ha avuto il coraggio di affrontare una crisi parlamentare, che se non altro ha permesso di guardare in faccia i traditori. Parola grossa? E come chiamare chi è pronto ad abbandonare la nave quando c’è tempesta? Non stiamo a fare nomi, ormai li conosciamo tutti. Traditori. Verso il loro partito, il loro capo, e verso, il che è ben più grave, verso gli elettori che li avevamo mandati in Parlamento.

E’ perfettamente inutile nascondersi che abbiamo un futuro al buio. Chi ha giocato al “tanto peggio tanto meglio” ha portato il Paese in crisi politica nel momento meno adatto. Ora, come ci informa festosamente il giornaletto di sinistra “Famiglia Cristiana”, il Paese guarda come a un faro nelle nebbie alla nobile figura del Capo dello Stato. Siamo ben messi. Se non ci credete, leggete l’articolo di Giorgio Vecchiato, cliccando qui. Un giornaletto diffuso nelle Parrocchie ci indica come speranza un vecchio comunista, facendoci notare che però è sempre stato un comunista “moderato”.

Cosa voglia dire, non lo so. Forse fu la moderazione a spingerlo in giovinezza a fare l’apologia dei carri armati sovietici che massacrarono le speranza e le vite del popolo ungherese? Forse fu l’acume politico che gli permise di capire, solo cinquant’anni dopo, quello che tutti avevano capito prima, ossia che l’intervento sovietico in Ungheria (anno 1956) fu una colossale porcheria? E questo è l’uomo a cui dobbiamo fiduciosamente affidare le sorti del Paese? Stupendo.

Ma io sono cattivo, perché ricordo quelli che possono essere peccatucci di gioventù. E allora, per i cattolici (o presunti tali) che gioiscono adesso per la cacciata di Berlusconi, vorrei ricordare solo una cosuccia recente. Il 9 febbraio 2009 si consumò la tragedia di Eluana Englaro, assassinata in modo crudele, assurdo e diabolico, privandola del cibo e dell’acqua. Il Governo guidato da Berlusconi si attivò, seppur all’ultimo momento, con un decreto legge che avrebbe salvato la vita di quella donna, divenuta oggetto sacrificale dei deliri di morte radicali. Ma il decreto legge fu respinto dal Quirinale, ovvero dal comunista Napolitano, che si guadagnò anche le lodi della cattolicissima Bindi, che plaudì alla “difesa della costituzione”.

Basterebbe ricordare quella terribile storia, e già potremmo avere elementi di giudizio validi.

E questo ci introduce a un altro importantissimo tema: cosa dobbiamo fare noi, cattolici, di fronte al guazzabuglio politico che si prospetta? Questo tema sarà svolto nei prossimi giorni, e anche da penne ben più autorevoli della mia. Perché quanto è successo ci mostra un sistema politico ormai decotto, incapace di esprimere una linea politica (che non sia quella di odio frenetico per l’avversario) e popolato di omarini e quaquaraqua. Se ancora ci scorderemo di essere, non per nostro merito, ma per la Grazia dell’incontro col Signore, il sale della terra, allora perderemo ogni diritto a lamentarci in futuro. Rendiamoci conto che la cultura di morte, il nichilismo, il relativismo, stanno facendo marcire la nostra civiltà, e piantiamola di cantare ridicoli peana alla Costituzione e al Quirinale.

O sapremo esprimere una vera cultura politica cattolica, o potremo rassegnarci alla caduta verticale nella barbarie.

Ma in chiusura di queste note, e in attesa di tornare su questo vitale argomento, vorrei solo salutare il Presidente Berlusconi, l’ultimo Presidente del Consiglio eletto dagli italiani. Ha fatto delle castronerie, e quando, ad esempio è andato al seguito dei pirati angloamericani nell’attacco alla Libia, non gli abbiamo risparmiato le critiche. Adesso, nel confronto con i suoi avversari, può uscire di scena a testa alta. Resta una domanda: che faranno le schiere che per anni annorum hanno saputo solo chiedere le dimissioni di Berlusconi? Avranno qualcosa ancora da dire?….

Donazione Corrispondenza romana
  • L’Italia cambia, ma Mattarella non se ne accorge
    (di Roberto de Mattei) Domenica 27 maggio il prof. Giuseppe Conte, incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare un governo, si è presentato al Palazzo del Quirinale per presentare la lista dei suoi ministri, frutto di un intenso … Continua a leggere
  • Elezioni 2018: vincitori e vinti
    (di Lupo Glori) Boom della “Lega” e del “Movimento 5 Stelle” (M5s), contenuta crescita di “Fratelli di Italia”, forte calo di “Forza Italia” e storico tracollo del “Partito Democratico”. Il ciclone “Burian”, dopo essersi abbattuto sulle strade del nostro paese … Continua a leggere
  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?
    (di Emmanuele Barbieri) Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio … Continua a leggere
  • Il ritorno in patria dei Re d’Italia
    «Riportiamo in patria i Re d’Italia» titolava Corrispondenza Romana il 22 luglio 2015 (https://www.corrispondenzaromana.it/riportiamo-in-patria-gli-ultimi-re-ditalia/). Infatti, dopo l’attentato al Consolato italiano in Egitto, Maria Gabriella di Savoia, da sempre fedele custode della memoria del suo Casato (nel 1986 creò la Fondazione … Continua a leggere
  • Ius soli o Ius sanguinis?
    (di Lupo Glori) Ius soli o Ius sanguinis? Questa l’accesa, e a tratti violenta, diatriba politica che negli ultimi giorni ha infiammato il dibattito pubblico, dopo l’approdo al Senato del disegno di legge, approvato alla Camera alla fine del 2015 … Continua a leggere
  • Appello di Famiglia Domani contro il Ministro Fedeli
    (di Lupo Glori) A soli cinque giorni di distanza dalle dimissioni di Matteo Renzi, il 12 dicembre 2016 è nato il nuovo governo a guida dell’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, con il quale il premier battuto e ferito consuma … Continua a leggere
  • La disfatta di un premier sedicente cattolico
    (di Mauro Faverzani) Le parole hanno un senso. E quelle del commiato di Renzi ne hanno uno chiarissimo: «Lasciamo la guida del Paese con un’Italia che ha finalmente una legge sulle unioni civili», ha detto. Spiegando anche come tale normativa, … Continua a leggere
  • Da Renzi alla Brexit: tra falso ordine e caos
    (di Emmanuele Barbieri) Nessuno dei sindaci eletti il 19 giugno nelle principali città italiane disapplicherà la famigerata legge Cirinnà che assicura veste legale allo pseudo-matrimonio omosessuale. Per i neo-sindaci, che condividano o no il provvedimento renziano, non esiste una legge … Continua a leggere
  • Le grandi manovre per “repubblicanizzare” l’Italia
    (di Cristina Siccardi)  Il 1° giugno di 70 anni fa, vigilia del referendum istituzionale, Pio XII si rivolse al Sacro Collegio e, attraverso la radio, agli elettori italiani e francesi (anche in Francia, infatti, si votava, per le elezioni politiche), … Continua a leggere
  • L’eutanasia in parlamento
    (di Tommaso Scandroglio) Tornano a soffiare venti di morte sul Parlamento. Infatti, incassate le Unioni civili, ora si dibatte di eutanasia nei palazzi del potere. Sono sette le proposte di legge sul tema – ed altre sono in fase di … Continua a leggere