Corea del Sud: mal di pancia protestante per la visita del Papa

CoreaSicuramente sono discorsi che disturbano gli ecumenisti spinti, sicuramente risultano impopolari nell’era del politicamente corretto, però è giusto chiamar le cose col proprio nome: non tutti hanno salutato con gioia la visita in Corea del Sud del Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica. Si può anzi dire che ad una parte almeno della galassia protestante sia venuto qualche crampo allo stomaco.

A darne notizia è stato Actu-Chretienne.Net, periodico evangelico on line in lingua francese: nell’edizione dello scorso 18 agosto ha parlato di diverse centinaia di evangelici sudcoreani – non quindi pochi sparuti individui -, che hanno manifestato pubblicamente contro il viaggio del Papa, peraltro molto mediatizzato. Ma non si sono limitati ad esprimere il proprio malcontento: sono andati decisamente sopra le righe, dicendo di voler protestare contro «le forze sataniche» cattoliche. «Il re nemico è apparso nel cuore della nostra Nazione!», ha dichiarato un loro pastore, secondo quanto riferito dal corrispondente a Seul di RTS.info, Frédéric Ojardias,.

Tanta collera in casa evangelica, peraltro, esplode proprio nel momento storico, in cui in Corea del Sud, come nel resto dell’Asia, la Chiesa Cattolica pare registrare la maggior crescita e svilupparsi a ritmi esponenziali, accogliendo tra i propri fedeli molti protestanti e buddhisti convertiti. Secondo lo studio compiuto da Padre Piero Gheddo, direttore dell’Ufficio Storico del Pontificio Istituto Missioni Estere, dal 1960 al 2010 i sacerdoti in Corea del Sud son passati da 250 a 5 mila e crescono al ritmo di 150 in più ogni anno: oltre due terzi hanno meno di 40 anni. I Cattolici negli ultimi 10 anni sono passati da 3 a 5 milioni e mezzo, oltre un terzo di tutti i cristiani presenti nel Paese. Ed ancora sono in crescita, in media del 3% annuo.

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