COREA DEL NORD: naufraga il dialogo sul nucleare

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Il lancio del missile Unha-2/Taepodong-2 (5 aprile 2009) – condannato dall’Onu con una dichiarazione unanime dei 15 membri del Consiglio di sicurezza in quanto contrario alla risoluzione 1718 dell’ottobre 2006 che proibiva a Pyongyang esperimenti nucleari e lanci di missili – ha centrato l’obbiettivo: la Corea del Nord ha abbattuto in un colpo solo sia il tavolo diplomatico a 6 sia lo smantellamento del proprio programma nucleare (Cfr. “Corriere della Sera”, 13 aprile 2009).


Stop al dialogo, dunque, perché «ha perso il significato stesso della sua esistenza», dichiara il ministero degli Esteri nordcoreano. Inoltre la Corea del Nord fa sapere attraverso l’agenzia di stampa ufficiale Kcna, che intende riaprire i suoi impianti nucleari: «Consideriamo di costruire un nostro reattore nucleare e di riavviare gli impianti nucleari e di riprocessamento delle barre di combustibile usato». Pyongyang intende anche allontanare gli ispettori dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica). «Una decisione non necessaria», ha commentato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. «Speriamo che ci sia l’opportunità di discutere di tutto questo non solo con i nostri alleati, ma anche con i nordcoreani».

Il regime di Kim Jong-il reagisce così alla dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu ritenuta una presa di posizione «ingiusta» che viola il diritto internazionale, un «insopportabile insulto» destinato a una sola risposta: «Non ci resta che rafforzare ulteriormente il nostro deterrente nucleare per tenere testa alle minacce militari di forze ostili».

Vano l’invito di Cina e Russia a desistere. Mosca, tradizionale alleata di Pyongyang assieme a Pechino, si è però detta «dispiaciuta» per le intenzioni annunciate dalla Corea del Nord. «Possiamo solo rammaricarci – dichiara sotto anonimato un funzionario del ministero degli Esteri russo citato dall’agenzia Ria Novosti – e chiediamo a Pyongyang di non ritirarsi dai colloqui sul nucleare nella penisola coreana».


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La Casa Bianca – il presidente americano Barack Obama e il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon avevano già giudicato positiva la compattezza del Consiglio di Sicurezza sul tema – ha definito la mossa nordcoreana «un serio passo nella direzione sbagliata».

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