Contro l’obiezione di coscienza in Olanda

Luglio 2012
In Olanda il partito democratico liberale VVD ha presentato una proposta, nella seconda camera del parlamento, per vietare l’obiezione di coscienza ai funzionari addetti alla registrazione dei matrimoni. In particolare il divieto si rivolge al rifiuto di formalizzare i matrimoni delle coppie omosessuali. In questo modo i funzionari saranno costretti a farlo.

Nella legge si vuole anche includere la cancellazione dell’obiezione di coscienza, come qualcosa che non ha alcuna ragione d’essere.
Sembra che ci sia una maggioranza in parlamento a sostegno di questa proposta. Il tema dovrebbe essere discusso fino alla fine dell’anno 2012, anche se il VVD ha comunque presentato una mozione affinché prima del 1 gennaio nessun funzionario possa rifiutarsi di sposare le coppie gay.
Il tema dell’obiezione di coscienza, seppur considerata quasi all’unanimità una delle più alte conquiste democratiche, sta diventando il terreno di scontro della libertà religiosa. Non è inverosimile che ben presto divenga una regione legislativa conflittuale.
Negli Stati che si propongono di difendere e di assicurare la piena uguaglianza a tutti i cittadini, spesso si vede l’obiezione con sospetto, quasi un sabotaggio delle leggi nazionali. Non di rado si trovano i due termini accostati (obiezione/sabotaggio), soprattutto quando gli obiettori superano il numero di coloro che accettano una determinata legge.
L’argomentazione, apparentemente, ha sbocco solo nell’aporia: la democrazia o lo stato di diritto deve difendere i diritti di tutti, anche i casi particolari (altrimenti è discriminazione). Quindi deve tutelare anche il diritto dell’obiettore. Ma, proprio per la sua “particolarità”, specie se occupa posizioni lavorative decisive, l’obiettore viene descritto come lesivo della “totalità” dei diritti degli altri.
E dunque: o si forza il diritto di obiettare (come nel caso della proposta del partito olandese VVD), o si prende atto che un libero cittadino, in democrazia, ha il sano diritto di non obbedire ad una legge che ritiene ingiusta. A maggior ragione se essa va in contrasto con i principi e i valori morali di cui si sente portatore. Con buona pace di chi vorrebbe imporre usi, costumi e abitudini dall’alto.

Redazione

Fonte: www.intoleranceagainstchristians.eu

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