COMUNISMO: minacciate dai maoisti le elezioni in Nepal

Violenze e intimidazioni perpetrate dai maoisti contro altri partiti pongono a serio rischio le elezioni dell’Assemblea costituente. Scontri armati e manifestazioni poco pacifiche seminano il panico tra la gente dopo che i leader del Partito maoista hanno annunciato di non garantire la pace se perdessero le votazioni del 10 aprile 2008.





Violenze e intimidazioni perpetrate dai maoisti contro altri partiti pongono a serio rischio le elezioni dell’Assemblea costituente. Scontri armati e manifestazioni poco pacifiche seminano il panico tra la gente dopo che i leader del Partito maoista hanno annunciato di non garantire la pace se perdessero le votazioni del 10 aprile 2008.

Gli ultimi attacchi hanno coinvolto almeno 15 rappresentanti del Partito del Congresso nepalese, alcuni rimasti gravemente feriti la notte del 27 marzo scorso nel distretto di Dhading, 80 km a sud est della capitale Kathmandu. Il Partito del Congresso nepalese ha puntato il dito contro i maoisti, ma questi hanno negato ogni responsabilità, asserendo che una banda potrebbe avere attaccato in nome del Partito maoista, ma senza alcun riconoscimento.
Negli ultimi mesi membri del Partito nepalese e del Partito comunista UML sono stati vittime di violenza da parte dei maoisti che hanno devastato abitazioni e minacciato persone che prendevano parte alla campagna elettorale nepalese.

«Le atrocità dei maoisti – riferisce il Presidente del Partito nepalese nel distretto di Kapilvastu – hanno superato ogni limite. Non ci potranno essere elezioni giuste e libere fino a che la violenza contro l’opposizione non cessa. Come possono esserci elezioni se i rappresentanti dei partiti non possono andare tra la gente?»

Il Presidente maoista Prachanda, in un incontro a Rajbirajha il 27 marzo, non ha escluso l’ipotesi di posticipare le elezioni (sarebbe la quarta volta), temendo un complotto dei monarchici e di alcune forze straniere contro leader politici del Partito per manipolare il risultato. «Non sono sicuro – ha detto Prachanda – che le elezioni dell’Assemblea Costituente si tengano il giorno fissato se le cose continuano in questo modo».

Le Nazioni Unite esortano tutti i partiti a fermare gli scontri e creare un clima favorevole, mentre il commissario per le elezioni, Nilakantha Upreti, parlando ad “AsiaNews” (l’Agenzia on-line del Pontificio Istituto Missioni Estere) ha detto: «Agiremo sicuramente contro quei partiti che violano i codici di condotta. Possiamo anche annullare delle candidature se non si mette fine alle violenze. Crediamo tuttavia che le elezioni della Costituente siano una tappa importante ed è per questo che cerchiamo di ponderare con cautela le decisioni. Altrimenti saremmo già intervenuti in modo più risoluto».

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