COMUNISMO: il mea culpa di Putin sul massacro di Katyn

Il Presidente russo Putin riconosce il massacro di Katyn come «crimine dello stalinismo».





Il Presidente russo Putin riconosce il massacro di Katyn come «crimine dello stalinismo».

Lo sostiene il ministro degli Esteri polacco, Radislaw Sikorski alla tv privata TVN24, rivelando la condanna espressa durante l’incontro tra Putin e il Premier polacco Donald Tusk dello scorso 8 febbraio. Un’ammissione che si ferma, però, un passo prima dell’obiettivo dalle autorità polacche: il riconoscimento da parte russa di un genocidio o di crimine di guerra e contro l’umanità.

Il capo del Cremlino avrebbe spontaneamente sollevato la questione, ammettendo che la tragedia dei 15.000 ufficiali e soldati polacchi – uccisi nel 1940 presso la foresta di Katyn in Russia per mano della polizia segreta sovietica NKVD – fu un «crimine dello stalinismo».

Al di là dell’ammissione di Putin, tra le due nazioni non si è ancora giunti ad una memoria condivisa sull’evento. Dopo decenni di silenzio, in Unione Sovietica i fatti di Katyn divennero argomento di dibattito solo con la perestrojka, a fine Anni ‘90, allorché Gorbaciov ammise il crimine – fino ad allora attribuito ai nazisti col beneplacito di alcune potenze europee – porgendo scuse ufficiali alla Polonia.

Da quel momento partì un’intensa cooperazione fra studiosi polacchi e russi, che avrebbe dovuto portare al trasferimento di tutte le informazioni sul massacro di Katyn alle autorità di Varsavia.

Nel 2005, però, il Pubblico Ministero militare russo Alexander Savenkov dichiarò che il massacro non fu un genocidio, un crimine di guerra o un crimine contro l’umanità e che «non esistono assolutamente le basi per parlarne in termini giuridici». I documenti fondamentali che sarebbero dovuti passare a Varsavia furono così coperti dal segreto di Stato, rinfocolando la disputa fra i due Paesi.

La Polonia chiede di classificare l’eccidio come genocidio e di rendere pubblici i documenti. La Russia risponde che è già stata fatta sufficiente chiarezza, e abbassa il numero delle vittime a 4.500 contro le 15.000 lamentate da Varsavia.

A fine settembre 2007 è uscito nelle sale cinematografiche polacche Katyn – film del regista Andrzej Wajda, in cui si narra l’odissea e il massacro dei 15.000 con documenti e testimonianze inedite – che ha ottenuto una nomination all’Oscar.

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