COMUNISMO: continua il contrasto tra Cina e Tibet

Secondo il regime di Pechino sussistono «serie divergenze» nel dialogo con il Dalai Lama. I colloqui dei primi di novembre con gli inviati del leader religioso tibetano in esilio non hanno portato progressi nel dialogo fra le due parti, dice Zhu Weiqu, vice ministro del dipartimento del Fronte Unito del Lavoro, parlando con i giornalisti a Pechino (10/XI/2008).

Zhu accusa il Dalai Lama di non aver onorato gli impegni assunti tramite i suoi inviati ai precedenti colloqui in luglio: non sostenere l’indipendenza del Tibet, l’opposizione violenta all’autorità cinese e il Congresso dei giovani tibetani basato in India.

E prosegue: «Hanno assolutamente dimenticato di rispettare le promesse e non hanno smesso di boicottare le Olimpiadi di Pechino […], hanno intensificato le attività di sabotaggio e continuato ad attaccare il governo centrale» per internazionalizzare la questione.

La prima settimana di novembre i due inviati del Dalai Lama avevano dichiarato di aver presentato ai cinesi un memorandum di proposte per una genuina autonomia dei tibetani in Cina.
Il capo delegazione, Kasur Lodi Gyari, ha spiegato che i dettagli verranno riferiti durante la riunione straordinaria degli esponenti della diaspora tibetana che si aprirà il 17 novembre a Dharamsala, in India, sede del governo in esilio.

La riunione è stata convocata dal Dalai Lama per decidere del futuro del movimento per l’autonomia del Tibet.

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