Come modificare la comprensione di un testo. Specie se l’ha scritto il Papa

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, Benedetto XVI si è espresso, tra l’altro, sulla famiglia, su aborto e su eutanasia. Temi, come sempre, che accendono il dibattito. Ma il suo messaggio, ricco, strutturato, contestualizzato è stato da molti giornali ritagliato in modo riduttivo. Così da dare un’immagine superficiale e semplificata dello stesso messaggio, che è poi finito nel tritacarne mediatico.
Non si tratta nemmeno di un sofisticato rimaneggiamento, ma di esponenziali incomprensioni di persone che, prima di capire (e di leggere), vogliono giudicare.
In particolare è stata bersagliata la frase: “
Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Frase nella quale il riferimento evidente è alla “mal comprensione”, alla “negazione” dei principi su cui si fonda il matrimonio tradizionale. Ma anche alla facile interpretazione che ne fanno alcuni o diversi gruppi che non ne condividono le basi.
Mal comprensione in cui, evidentemente, è finito anche il messaggio di Benedetto XVI.
Pubblichiamo una serie di articoli che riassumono la polemica.
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15 dicembre 2012
Padre Lombardi: “Il messaggio papale travisato da molti media”
Dopo le polemiche sulle nozze gay, parla il direttore della sala stampa vaticana: “Un documento ricco è stato letto in modo parziale”

«Anche questa volta è successo che un documento importante e molto ricco sia stato presentato da molte voci e testate italiane in modo del tutto parziale e travisato». Così il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, reagisce oggi a come i media italiani hanno riferito del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace dando particolare attenzione al passaggio in cui il Papa condanna i tentativi di equiparare il matrimonio uomo-donna ad altre forme di unione, come – senza citarle – le nozze omosessuali. Ieri la cosa ha suscitato molte polemiche, da parte sia politica che di associazioni gay.

Lombardi spiega che il Pontefice «in un breve passaggio ritorna sulla visione del matrimonio fra un uomo e una donna, come profondamente diverso da forme radicalmente diverse di unione e afferma che ciò è riconoscibile dalla ragione umana e, insieme agli altri principi essenziali di una corretta visione della persona e della società, anzitutto la tutela della vita, va difeso se si vuol costruire la pace su solide basi e cercare con lungimiranza il bene della società umana».

«Com’è noto – sottolinea il portavoce vaticano -, è la visione che la Chiesa non si stanca di ribadire in un tempo in cui questo punto appare continuamente sotto attacco in molti Paesi. Non c’è da stupirsene». «La reazione – aggiunge – appare quindi scomposta e sproporzionata, fatta di grida più che di ragionamenti, quasi intesa a intimidire chi vuole sostenere liberamente tale visione nella pubblica arena».

Non solo. Secondo padre Lombardi, «la reazione viene ad oscurare molti aspetti dello stesso Messaggio del Papa di straordinaria attualità e forza, che andrebbero invece meditati con grande attenzione e su cui è giusto richiamare l’attenzione». «In tempi di dilagante disoccupazione – osserva -, l’affermazione netta da parte del Papa del diritto al lavoro come essenziale per la dignità della persona umana suona come un grido di allarme, che chiede una riflessione molto più profonda e decisa sulla trasformazione dei ’modelli di sviluppò che ci hanno portato al punto in cui siamo e in cui sono assenti quei principi di fraternità, solidarietà, gratuità che devono garantire la dimensione veramente umana dell’ordine economico, sociale, politico».

E il Papa «ricorda anche con forza che il problema della crisi alimentare è assai più grave di quello della crisi finanziaria: la fame continua a imperversare nel mondo e ce ne dimentichiamo troppo facilmente. Troppa gente muore di fame. L’Enciclica ’Caritas in veritatè di Papa Benedetto, e la famosa ’Pacem in terris’ di Giovanni XXIII, di cui fra poco ricorre il cinquantesimo anniversario, già ci guidavano a impegnarci in queste direzioni».

In sostanza, ribadisce il direttore della sala stampa vaticana, «il Messaggio dice cose urgenti e fondamentali per l’umanità di oggi, che non vanno dimenticate per il solo fatto che chiede di opporsi a una “equivalenza giuridica” fra il matrimonio fra un uomo e una donna e “forme radicalmente diverse di unione”». «Invitiamo tutti – conclude padre Lombardi – a una lettura completa e obiettiva del documento».

Redazione

Fonte: Vatican Insider
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16 dicembre 2012
Se volete attaccare il Papa leggete almeno quello che scrive

Cosa c’è che non va nella comunicazione vaticana? Il Papa compone un discorso per la giornata mondiale della pace. 23 mila battute in cui parla di diritti umani, di pace, di speranza, di umanità, che vale la pena leggere. E scrive, tra l’altro, quasi come inciso che ribadisce concetti espressi in mille altre occasioni: “Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita”. Il Papa difende la vita contro aborto ed eutanasia. Qui la notizia non c’è neanche, da quanto queste affermazioni siano ricorrenti nelle parole dei pontefici. E aggiunge: “Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. Il Papa scrive, in riassunto, che chiamare matrimonio le unioni fra omosessuali crea confusione nel concetto di matrimonio. Che peraltro, derivando da “mater munus” (letteralmente “compito della madre”) ha nell’etimologia l’idea che sia un istituto volto anche alla procreazione.

Righe dopo scrive, riferito alle 10 mila battute che precedono e che riguardano la beatitudine evangelica, la pace, i diritti umani, i diritti e i doveri sociali e la vita e rivolto all’azione degli “operatori di pace”: “Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

Bene. Cosa titolano i giornali? “Il Papa contro le nozze gay: offesa alla persona” (Il Corriere della Sera), “Benedetto XVI: “Leggi su eutanasia e aborto sono reali minacce per pace” (Repubblica), “Benedetto XVI: matrimoni gay «offesa contro la verità della persona umana»” (Il Sole24Ore) , “Il Papa: “I matrimoni tra gay? Una ferita a giustizia e pace” (Il Giornale), similmente al Fatto Quotidiano.

E si potrebbe andare lungamente avanti. Su questi titoli, ed evidentemente senza leggere il testo del messaggio, si sono scatenati i commentatori che hanno riempito di critiche e di odio il Papa. Persino sull’Huffington Post si legge “La guerra con Benedetto XVI: non c’è pace per le donne e per i gay“. Vengono tirate in ballo persino le donne… Peccato solo che le parole che vengono attribuite al Papa, il Papa non le abbia mai dette né scritte. Come si è accorto anche il laicissimo Guardian, c’è qualcuno che distorce i messaggi del Papa.

Eppure non è certo la prima volta che succede. Basta scorrere la storia recente e vedere il discorso di Ratisbona, una riflessione decisamente sensata, pacata e condivisibile. Il messaggio che passò fu invece che il Papa era contro l’Islam. Poi il pontefice abbozzò a mezza bocca un pensiero sul preservativo, l’AIDS e la sessualità responsabile. E tutto il mondo gli si rivoltò contro attribuendogli la colpa di tutti quelli che contraggono l’HIV. Per non parlare del risvolto mediatico degli scandali legati alla pedofilia, trattato come se fosse stato il Papa a violentare dei minori.

Cosa c’è dunque a guidare questi processi mediatici? Odio contro il Papa? Imperizia di chi gestisce la comunicazione in Vaticano, come ho sostenuto altrove? O un vero e proprio attacco a Ratzinger, come sostenuto da un libro di Tornielli e Rodari? Probabilmente un po’ di tutto questo. E cosa c’è dietro a giornalisti e commentatori che stravolgono le parole del Papa, incapacità o malafede? O magari entrambe?

Ciò che è certo è che vi è un sentimento anticattolico forte in chi produce queste distorsioni, che andrebbero chiamate con il loro nome, ossia “menzogne”. Questo sentimento è forte anche in chi le alimenta, montando casi che non esistono e commentando frasi mai pronunciate. C’è, nel mondo dell’informazione, un pregiudizio radicato contro il cattolicesimo che consente che tutto questo avvenga e che la Chiesa appaia solamente come un inaccettabile e tetro covo di nefandezze. D’altra parte bisogna anche farsene una ragione. Come scrisse il premio Pulitzer Pieter Viereck “L’anticattolicesimo è l’antisemitismo degli intellettuali”. E quanto a comunicazione la Chiesa ha ancora molto da imparare…

Fonte: Huffington Post
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17 dicembre 2012

Gay e aborto. Ecco cosa ha veramente detto Ratzinger
Il papa non ha mai definito i matrimoni omosessuali una ”ferita della pace”, una frase nata chissà come che ha creato una polemica senza fine. In realtà non c’è nulla di nuovo

Scritto da Emilio Fabio Torsello il 17 dicembre 2012 in Società

Matrimonio e aborto nel messaggio per la Giornata mondiale della Pace del papa, un mix capace di scatenare su un web poco attento che raramente va a leggere i documenti ufficiali, un tam tam abbastanza assurdo. E lo si capisce leggendo le parole del discorso di Ratzinger. Il papa, infatti, di matrimoni omosessuali (che pochi, pare, si sono presi la briga di leggere) non ha parlato. Ha anzi attaccato il liberalismo sfrenato e la tecnocrazia, temi tanto cari a molti “a sinistra” e ha poi difeso le posizioni classiche della Chiesa. Ma con toni e parole ben diversi da quelli che sono stati riportati da quotidiani e agenzie.

Partiamo dalle critiche al liberalismo e alla tecnocrazia, stigmatizzati dal pontefice con parole forti: “le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia- ha scritto Ratzinger – insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali”.

Ma cos’altro (non) ha davvero detto Ratzinger? Conviene procedere, carte alla mano.

– PEDOFILIA: I MEDIA E LE MEZZE VERITA” <– LEGGI

“Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana – scrive il papa – e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria. La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace. Come si può, infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri? Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita.

Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.”.

Viene dunque da sorprendersi di chi si sorprende. Cos’ha sostenuto Ratzinger che non sia già posizione nota da parte della Chiesa? Ci si sorprende che venga rifiutato l’aborto? Ci si sorprende che si difenda il matrimonio tradizionale? In nessun punto del discorso – circostanza che sarebbe stata pazzesca – il papa ha mai dichiarato che le unioni gay sono una ferita contro la pace. E si è focalizzato sulla questione giuridica. Nel discorso, al contrario, si legge che “la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione”. Nulla di più normale per un’istituzione come la Chiesa che da sempre ha questa posizione. Come dire: ci si scandalizza dell’acqua calda.

E viene da chiedersi in quale virgolettato il papa avrebbe mai detto che “le unioni gay sono una ferita alla pace”. Perché questo ha scatenato il putiferio, il virgolettato riportato da tutti i giornali. Ecco, Ratzinger non l’ha detto, non in modo esplicito né con questa violenza. Allora, secondo logica, lo sarebbero anche le coppie di fatto, i conviventi, ecc. Ma di cosa ci si sorprende? Dell’acqua calda: questa presa di posizione è nota, per la Chiesa esiste solo un tipo di matrimonio. Ma lo sapevamo. Certo, si può discutere che questa sia una posizione fossilizzata rispetto alla realtà dei tempi, ma il papa non ha mai detto quel violento virgolettato, pazzesco e assurdo se fosse stato davvero pronunciato.

Curiosa poi la bufala secondo cui Ratzinger avrebbe addirittura benedetto Rebecca Kadaga, speaker del Parlamento dell’Uganda che, secondo quanto gira sul web, sarebbe la promotrice di una fantomatica legge per cui è prevista la pena di morte per gli omosessuali. Sarebbe bastato controllare – fatica spesso lontana da chi naviga sul web che preferisce il “piatto pronto” – per scoprire che in Uganda – dove l’omosessualità è considerata in modo assurdo un reato – la legge contro gli omosessuali in discussionenon prevede più la pena di morte, che era invece prevista in una stesura precedente nel caso di rapporti sessuali tra omosessuali HIV-positivi e di rapporti tra omosessuali con minori o disabili. Ma non è tutto. A capo di una delegazione di parlamentari e magistrati che hanno incontrato Ratzinger, la Kadaga – pur a favore del reato di omosessualità – è stata semplicemente salutata in modo istituzionale dal papa, così come avviene in qualsiasi altra circostanza durante i viaggi papali. E soprattutto la Kadaga non è la promotrice del provvedimento, che è stato invece avanzato dal parlamentare ugandese David Bahati.

Prima di gridare allo scandalo sulla base di un assurdo tam tam mediatico, dunque, sarebbe utile, onesto e giusto, informarsi e controllare le fonti.

Fonte: Diritto di Critica
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14 dicembre 2012
Benedetto XVI: “Leggi su eutanasia e aborto sono reali minacce per pace”
Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace il Papa esorta a difendere i valori della vita e della famiglia e i diritti fondamentali, primo tra tutti quello al lavoro

CITTA’ DEL VATICANO – Eutanasia, aborto e matrimoni gay sono gravi minacce per la pace, che non è un sogno, ma una realtà possibile se si combattono gli egoismi e le intolleranze. Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (che sarà celebrata il primo gennaio 2013), il Papa esorta a ricercare la pace, diffondendo i diritti fondamentali dell’uomo, quali quello al lavoro e alla libertà religiosa, e difendendo i valori della vita e della famiglia. “Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita”, dice Benedetto XVI.

Aborto ed eutanasia. Nel testo, che viene consegnato dai nunzi apostolici a tutti i capi di Stato, il Pontefice afferma che “ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente”. “Nemmeno è giusto – continua Joseph Ratzinger – codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita”. Ma anche le unioni gay, che destabilizzano il matrimonio, mettono a rischio la pace.

“Come si può pensare – chiede il Pontefice alle autorità del mondo – di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri?”. Per Benedetto XVI, “coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria”. Infatti, “la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace”. Nel suo messaggio Benedetto XVI difende anche il diritto all’obiezione di coscienza dei medici e operatori sanitari riguardo all’applicazione di leggi che prevedano la legalizzazione di aborto o eutanasia. “E’ anche un’importante cooperazione alla pace – sottolinea infatti – che gli ordinamenti giuridici e l’amministrazione della giustizia riconoscano il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia”.

Matrimoni gay. I “tentativi” di rendere il matrimonio “fra un uomo e una donna” “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione” sono “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”, sostiene il Papa. “La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”, afferma Benedetto XVI. “Questi principi – spiega il Pontefice – non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità”.

Secondo Benedetto XVI, “l’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa”. “Tale azione – aggiunge – è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

Diritto al lavoro. Tra i diritti sociali “oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro”, scrive ancora Benedetto XVI aggiungendo che “sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati” con la motivazione che “lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati”. “Il lavoro – secondo il Pontefice – viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari” mentre in realtà bisogna “perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti” e per questo sono necessarie “coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti”. I diritti e i doveri sociali infatti “sono fondamentali per la piena realizzazione di altri, a cominciare da quelli civili e politici”.

Basta modelli di profitto e consumo. Per uscire dalla crisi economica e finanziaria bisogna puntare a “un nuovo modello di sviluppo e di economia” non più basato, come quello degli ultimi decenni, sulla “ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacità di rispondere alle esigenze della competitività”, prosegue il messaggio del Papa. “Sono necessarie persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo la creatività umana per trarre, perfino dalla crisi, un’occasione di discernimento e di un nuovo modello economico”. Il Pontefice indica quale punto di riferimento il “principio di gratuità”, come “espressione di fraternità e della logica del dono”. “Concretamente, nell’attività economica – spiega Benedetto XVI – l’operatore di pace si configura come colui che instaura con i collaboratori e i colleghi, con i committenti e gli utenti, rapporti di lealtà e di reciprocità”. “Egli esercita l’attività economica per il bene comune – prosegue – vive il suo impegno come qualcosa che va al di là del proprio interesse, a beneficio delle generazioni presenti e future. Si trova così a lavorare non solo per sé, ma anche per dare agli altri un futuro e un lavoro dignitoso”.

Mercati. È “fondamentale ed imprescindibile la strutturazione etica dei mercati monetari, finanziari e commerciali”, che “vanno stabilizzati e maggiormente coordinati e controllati, in modo da non arrecare danno ai più poveri”, sostiene il Papa, riferendosi all’attuale crisi economica e finanziaria. “Nell’ambito economico – dice ancora Benedetto XVI – sono richieste, specialmente da parte degli Stati, politiche di sviluppo industriale ed agricolo che abbiano cura del progresso sociale e dell’universalizzazione di uno Stato di diritto e democratico”.

Libertà religiosa. C’è anche la libertà religiosa “tra i diritti umani basilari, anche per la vita pacifica dei popoli”, ribadisce il Papa, denunciando che “purtroppo, anche in Paesi di antica tradizione cristiana si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza religiosa, specie nei confronti del cristianesimo e di coloro che semplicemente indossano i segni identitari della propria religione”.

Pace non è utopia. “La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile. Per diventare autentici operatori di pace – scrive il Papa – sono fondamentali l’attenzione alla dimensione trascendentale e il colloquio costante con Dio”. Secondo il Pontefice, “così l’uomo può vincere quel germe di oscuramento e di negazione della pace che è il peccato in tutte le sue forme: egoismo e violenza, avidità e volontà di potenza e di dominio, intolleranza, odio e strutture ingiuste”. Infine, Benedetto XVI esorta a superare i tecnicismi che affollano la politica: “Il mondo attuale, in particolare quello politico, necessita del supporto di un nuovo pensiero, di una nuova sintesi culturale, per superare tecnicismi ed armonizzare le molteplici tendenze politiche in vista del bene comune”.

Fonte: Repubblica.it

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