Col pretesto del nudo artistico, nuova provocazione blasfema

ArlesDavvero pare proprio che alla blasfemia non vi sia limite. Anche il Festival europeo della fotografia di nudo, previsto in questi giorni ad Arles ed a Baux-de-Provence, è divenuto lo spunto per dissacrare, offendere, calpestare la sensibilità religiosa dei Cristiani. Come?

Con una banalissima brochure, quella col programma completo della manifestazione, giunta alla sua XV edizione e dedicata ai dilettanti dello “scatto proibito”. Brochure, il cui contenuto rivela quanto tenue sia la differenza tra il nudo “artistico” e la pornografia esplicita, differenza affidata per lo più a semplici sfumature e soprattutto alle più o meno estese zone d’ombra. Ma il punto non è nemmeno questo: il punto sta nell’immagine disgustosa e sacrilega scelta per la copertina del programma e su tutti i manifesti affissi. Immagine assolutamente improponibile: raffigura una donna completamente senza veli, posta sul simbolo cristiano per eccellenza ovvero la croce. Non è un caso che il titolo sia, per l’appunto, «Crocifissione», probabilmente nell’eventualità che qualcuno non ne avesse ancora capito l’effetto trasgressivo impressole dal suo autore, Klaus Kampert, un 62enne tedesco. Il quale ha cercato di spiegare il proprio lavoro, tirando in ballo la triade «corpo-spirito-anima», le «linee di forza», «staticismi e movimenti», ma insomma appare di tutta evidenza cosa volesse davvero rappresentare e con quale intento.

Per niente casuali neppure gli spazi scelti per il Festival, spazi tra i quali figurano anche l’antichissimo Arcivescovado (nella foto) e la cappella Sant’Anna, entrambi luoghi legati alla fede. Nel primo, secondo la tradizione, risiedette San Trofimo; la seconda fu sede della prima parrocchia di rito cattolico romano in città. Ad accomunarli, è stata la triste sorte patita durante i furori della Rivoluzione francese: profanati in modo empio, furono snaturati e destinati ad un uso civile. Renderli però sede addirittura di un’esposizione di nudi è sintomo di pessimo gusto e di compiaciuto senso dell’ingiuria, blasfema e gratuita.

Arles è stata nei secoli terra di grandi santi: da qui sono sbocciati veri fiori della fede come Sant’Onorato, Sant’Ilario, San Cesare, Sant’Aurelio. Il che rende ancor più grave l’oltraggio compiuto.

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