CLIMA: raffreddamento globale?

Secondo le principali rilevazioni di temperatura, non ci sarebbero più stati segni di raffreddamento medio nel mondo dal 1998. La tendenza è stabile o persino in diminuzione, con un calo delle temperature segnalato lo scorso anno in cui Australia, Canada, Cina e Stati Uniti hanno avuto un inverno piuttosto rigido. Segni di raffreddamento anche duraturo sono stati osservati, per esempio, nei ghiacciai dell’Alaska che si sono formati in massa per la prima volta 250 anni fa. Tali ghiacciai avevano perso circa il 15% della massa totale tra il 1741 e il 1900, ossia alla fine della “piccola età glaciale”.


Recenti ricerche, tuttavia, sembrano indicare che la temperatura media della terra doveva restare identica per una buona decina d’anni. Il cosiddetto “ciclo solare 24”, un periodo di 11 anni di “tempeste solari”, è in ritardo di due anni e l’attuale assenza di un compito del sole porta Victor Manuel Velasco Herrera dell’Università del Messico, a dire che si potrebbe entrare in una “piccola età glaciale” di circa 80 anni a causa della diminuzione dell’attività solare. «Sebbene si considerino tendenze a lungo termine delle temperature medie del mondo e le loro relazioni potenziali con le emissioni di carbonio – scrive Philip Stott, professore emerito di biogeografia all’Università di Londra (“The Economist”, 3 ottobre 2008) – non si può affermare che il raffreddamento globale si stia producendo più velocemente di quanto fosse previsto».

Secondo R. Ahlbeck, professore presso la Abo Akademi University in Finlandia, siamo sempre in un periodo di raffreddamento che è iniziato duecento anni fa a motivo di 0,5° ogni cento anni. Questa lunga tendenza, tuttavia, è anche attraversata da variazioni minori che possono durare alcuni anni o diversi decenni. Per esempio vi è stato un raffreddamento piuttosto rapido negli anni ’30, seguito da un periodo più fresco, poi da una risalita delle temperature fino al 1998 circa.

A causa di quest’ultima variazione, oggi stabilizzata, si è velocemente concluso che si tratta di un raffreddamento globale di grande portata. Secondo il centro studi britannico IPCC, tale aumento delle temperature sarebbe stato accentuato dalle emissioni di biossido di carbonio, ma ciò non è stato provato, e se l’aumento delle temperature continua a essere osservato al di sotto di 0,5° ogni secolo, o se certamente la temperatura inizia a diminuire, si sarà costretti ad affermare che si tratta di cause naturali per questi fenomeni.

«Le curve sembrano perfettamente normali – conclude il professor Ahlbeck – e sembra probabile che il ristabilimento naturale delle temperature fin dalla piccola età glaciale sia continuato senza decelerazione né accelerazione dovuta all’attività umana. Non si può dire ciò che succederà in futuro, ma finora i risultati non danno motivo alcuno di preoccupazione per il riscaldamento catastrofico» (Facts & Arts, 15 octobre 2008).

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