CINA: tregua concordata con Taiwan

Dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Cina del nazionalista Ma Ying-jeou, i rapporti fra Pechino e Taipei sembrano avviati al miglioramento.





Dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Cina del nazionalista Ma Ying-jeou, i rapporti fra Pechino e Taipei sembrano avviati al miglioramento.

T’ien An men dichiara di «aver preso in considerazione la nomina del nuovo capo della regione taiwanese» e risparmia le invettive di rito contro l’isola e i suoi abitanti; da parte sua il neo-Presidente Ma Ying-jeou parla di «accordi possibili ed auspicabili con la Cina, soprattutto sul piano economico».

Secondo i sinologi, però, più che di autentica pace si deve parlare di “tregua concordata”, utile alle parti: Pechino, in piena crisi per la questione tibetana, non può aprire un nuovo fronte caldo alla vigilia delle Olimpiadi; il Presidente Ma ed il suo partito (Kuomintang) devono consolidare il potere appena ottenuto e tener conto dei 5,5 milioni di taiwanesi che non li hanno votati.

Diversi i reciproci segnali della volontà di tregua: Ma Ying-jeou ha chiesto di rinviare «per motivi tecnici» la stampa di francobolli che l’ex Presidente democratico Chen Shuibian voleva con la nuova denominazione ufficiale di Taiwan (al posto del classico “Repubblica di Cina”) per segnalare al mondo la completa autodeterminazione dalla madrepatria. Pechino, per bocca del premier Wen Jiabao, ha ricordato che «se si accetta il principio di indivisibilità della Cina, si può discutere di ogni particolare con ogni interlocutore». Il messaggio è chiaro: se Taipei rinuncia alle mire indipendentiste, si possono trattare condizioni vantaggiose per tutti. Soluzione che sembra piacere anche dagli Stati Uniti, “protettori” di Taiwan.

Il commercio è il vero nodo di contatto fra i due interlocutori: il Presidente nazionalista ha chiesto un incontro con il ministero cinese del Commercio e con quello dei Trasporti per preparare un piano di scambi regolari via aerea per merci e turisti e ci sono molte probabilità che dai risultati di questo incontro, ancora da fissare, scaturiranno le basi per i quattro anni di presidenza del Kuomintang.

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