CINA: nominato un vescovo con il consenso del Vaticano

Il nuovo vescovo coadiutore della diocesi di Guizhou – che nella sua storia ha avuto anche diversi martiri, quattro dei quali canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000 – è stato approvato dal Vaticano. I fedeli ne sono stati avvisati pubblicamente, anche se l’Associazione Patriottica (AP) – la chiesa cattolica fedele al regime di Pechino – rivendica la paternità della nomina.





Il nuovo vescovo coadiutore della diocesi di Guizhou – che nella sua storia ha avuto anche diversi martiri, quattro dei quali canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000 – è stato approvato dal Vaticano. I fedeli ne sono stati avvisati pubblicamente, anche se l’Associazione Patriottica (AP) – la chiesa cattolica fedele al regime di Pechino – rivendica la paternità della nomina.

“Asianews”, agenzia on-line del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), informa che mons. Paolo Xiao Zejiang, 40 anni, è stato ordinato sabato 8 settembre scorso nella cattedrale di Guiyang. Il giorno seguente, 9 settembre – tra l’altro trentunesimo anniversario della morte di Mao Tse-tung – a tutte le Messe è stata annunciata l’approvazione della Santa Sede. L’ordinazione di mons. Xiao è la prima dopo la pubblicazione della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi in cui il Papa rivendica l’autonomia della Santa Sede nella scelta dei vescovi e domanda a tutti i pastori di rendere pubblico il loro legame con Roma.

Nelle settimane precedenti, i cattolici avevano sparso la voce sull’approvazione vaticana del nuovo vescovo e molti fedeli, sacerdoti e vescovi clandestini (cioè fedeli a Roma), dopo aver visto il documento papale, si sono congratulati con il neo-eletto, tanto da decidere di partecipare insieme alle comunità ufficiali alla cerimonia di ordinazione.

Alla cerimonia di ordinazione di mons. Xiao – presieduta da mons. Anicetus Wang Chongyi, ottantottenne ordinario di Guizhou – hanno partecipato almeno 3.000 persone, 40 sacerdoti e 5 vescovi. Fra gli altri vescovi, era presente mons. Luigi Yu Runshen di Hanzhong (Shaanxi) e mons. Paolo He Zeqing di Wanzhou, tutti riconosciuti dal governo. Alla cerimonia era presente anche il vescovo non ufficiale Hu Daguo (dell’antica prefettura apostolica di Shiqian), che risiede a Guiyang.

Ha suscitato disappunto fra i fedeli la presenza di mons. Giuseppe Ma Yinglin, vescovo illecito di Kunming, ordinato l’anno scorso per volere dell’Associazione Patriottica, senza approvazione della Santa Sede. Fonti di “AsiaNews” hanno rivelato che i cattolici di Guiyang gli avevano domandato in modo esplicito di non partecipare all’ordinazione, essendo ancora non ben chiara la sua posizione con il Vaticano.
La presenza di Ma Yinglin all’ordinazione è visto come un tentativo dell’AP di “appropriarsi” dell’ordinazione di Guizhou. Nei giorni scorsi, infatti, personalità dell’AP avevano avocato a sé la decisione di nuove ordinazioni a Guangzhou, Yichang, Pechino, Ningxia e Hohhot. In realtà, sempre secondo “AsiaNews”, alcuni di questi candidati sarebbero già stati approvati dalla Santa Sede. «Nessuna inchiesta – si legge in un editoriale di “Avvenire” del 29 agosto che riassume la questione – è stata finora aperta, e a oggi nessuno sa se un’iniziativa del genere verrà presa». (E.G.)


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