CINA: il Natale “sotterraneo” dei cattolici

Vecchi che viaggiano anche per 50 chilometri per andare a Messa, sacerdoti sempre all’erta per non farsi arrestare, controlli anche nelle chiese “ufficiali”… in Cina per molti cattolici “clandestini” non ci sarà la Santa Messa di Natale: i loro vescovi sono agli arresti, così come diversi sacerdoti.




Vecchi che viaggiano anche per 50 chilometri per andare a Messa, sacerdoti sempre all’erta per non farsi arrestare, controlli anche nelle chiese “ufficiali”… in Cina per molti cattolici “clandestini” non ci sarà la Santa Messa di Natale: i loro vescovi sono agli arresti, così come diversi sacerdoti. Quindi, per celebrare la nascita di Gesù, si radunano e ascoltano la Messa trasmessa dalla Radio Vaticana.

Fra i cattolici cinesi ci sono quelli che pregano tutti i giorni, quelli che vanno alla Messa ogni domenica e quelli che partecipano al banchetto eucaristico nelle 4 feste principali dell’anno, Pasqua, Pentecoste, l’Assunta, e Natale. Fra queste, il Natale è il più sentito: tanto i cattolici della Chiesa ufficiale che quelli della Chiesa “sotterranea” si preparano per tutto l’Avvento con prediche speciali, confessioni, novene e canti per la liturgia natalizia.
Le aperture economiche in Cina hanno reso il Natale una festa accettata e amata. Nelle città e nelle campagne si può comprare l’albero di Natale, il presepio, i cartoncini di auguri.

Gli universitari cattolici sono sempre più numerosi e organizzano canti e rappresentazioni per la notte del 24 dicembre. In diverse parrocchie, soprattutto nelle campagne, si organizzano raccolte di fondi per aiutare i bisognosi o si raccolgono regali per i bambini poveri. Fioriscono striscioni e cartelli rossi, con l’augurio di Buon Natale ai lati delle porte di casa, come per il capodanno cinese.

Anche a Natale però non si allenta la morsa del controllo e della persecuzione. Nelle comunità ufficiali alle Messe di Natale, soprattutto quella della mezzanotte, frequentata da tanti studenti universitari non cristiani che vogliono conoscere la fede, è ormai abitudine frenare la partecipazione esigendo un biglietto d’entrata. Ufficialmente per questioni di ordine e sicurezza, per evitare la calca nelle celebrazioni. In realtà è un modo per arginare le conversioni: i biglietti vengono dati solo a chi dimostra di appartenere a una famiglia cattolica registrata.

La polizia aumenta la vigilanza durante il Natale, e per questo le comunità “sotterranee” sono caute: preparano la Santa Messa in una casa privata o in un magazzino affittato per l’occasione. In certe zone di rurali – o dove l’autorità locale è ostile alla Chiesa – i fedeli si trasferiscono in altri villaggi usando tutti i mezzi di trasporto: pullman, trattori, auto.

Nel periodo di Natale i preti sotterranei rischiano l’arresto con più facilità. Una donna anziana – secondo quanto riportato da “Asia News”, Agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) – commenta: «Quando finirà questa persecuzione? Quello che vogliamo è solo praticare la nostra fede in libertà. In tutti questi decenni, anche senza libertà, abbiamo sempre pregato per i nostri responsabili politici, perché anche in Cina il Natale possa essere celebrato nella gioia».
Nonostante ciò il Natale è sempre più amato dai cinesi.


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