CINA: dopo otto anni di prigione, muore quasi in solitudine un Vescovo cinese

Al termine di otto anni di prigionia il Vescovo cattolico Han Dingxiang è morto, praticamente in solitudine, il 9 settembre scorso. Secondo una nota inviata dalla Fondazione Cardinale Kung all’Agenzia “Zenit”, il presule è morto alle 23:00 ora di Pechino, dopo essere stato recluso dalle autorità cinesi.





Al termine di otto anni di prigionia il Vescovo cattolico Han Dingxiang è morto, praticamente in solitudine, il 9 settembre scorso. Secondo una nota inviata dalla Fondazione Cardinale Kung all’Agenzia “Zenit”, il presule è morto alle 23:00 ora di Pechino, dopo essere stato recluso dalle autorità cinesi.

Ad eccezione di alcuni parenti molto vicini al presule che sono stati chiamati dalle autorità poco prima della sua morte, nessuno dei suoi sacerdoti o dei fedeli era a conoscenza della gravità delle sue condizioni di salute, né che fosse ricoverato in ospedale.

Successivamente, verso le 5:00 del giorno dopo, le autorità hanno ordinato la cremazione del defunto. Le ceneri sono state immediatamente sepolte in un cimitero pubblico. Tranne alcuni familiari, quindi, nessuno ha potuto vedere il corpo del Vescovo, né ci sono stati sacerdoti o fedeli presenti alla sua sepoltura. Nelle sue ultime parole, prima di entrare in coma, il Vescovo Han Dingxiang, ha chiesto alla sua Congregazione di recitare molti rosari.

Aveva 71 anni, 35 dei quali trascorsi in assenza di libertà. Dal 1960 al 1979 le autorità cinesi lo hanno rinchiuso in un campo di lavoro. Dal 1979 al 1982 è stato professore liceale, e nei quattro anni successivi ha amministrato una clinica mentre era seminarista. Ordinato sacerdote il 21 novembre 1986, Hang Dingxiang ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 19 dicembre 1989. Da allora ha subito undici detenzioni. L’ultima ha avuto luogo il 20 novembre 1999, mentre dirigeva un ritiro per alcune religiose. Trattenuto in varie località, dal 2005 se ne erano perse le tracce, fino a sabato scorso.

Joseph Kung, Presidente della Fondazione Kung, si chiede perché le autorità abbiano avuto tanta fretta di cremare il presule defunto, e perché non sia stato permesso ai sacerdoti della sua diocesi di benedire i suoi resti mortali e, insieme ai fedeli, di pregare per il loro pastore e vegliare sul suo corpo. (E.G.)

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