Cina: confermato l’arresto del dissidente cristiano Gao Zhisheng

(E. G.) Dopo 20 mesi di silenzio, il regime comunista di Pechino invia una lettera al fratello dell’avvocato cristiano Gao Zhisheng per comunicare la sua detenzione in un carcere della provincia del Xinjiang. Gao – arrestato nel febbraio del 2009 e sparito nel nulla – difende da tempo in maniera gratuita tutte le minoranze sociali e religiose della Cina. « Ho ricevuto questa mattina (2 gennaio 2012 – N.d.R.) una lettera che mi informa che mio fratello è nella prigione di Shaya», racconta il fratello Gao Zhiyi (cfr. “AsiaNews”, 2 gennaio 2012).

Tuttavia il carcere è irraggiungibile telefonicamente, e un ufficiale dell’Ufficio di sicurezza pubblica della contea di Shaya dice di  non sapere nulla di questo caso. Lo scorso mese, l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino “Xinhua” aveva confermato un nuovo arresto per Gao, colpevole di “aver violato i termini della sua libertà vigilata”, senza fornire altri particolari.

Gao Zhisheng è una delle figure più rispettate del mondo della dissidenza cinese. Dopo una brillante carriera forense – è stato indicato come uno dei “Dieci migliori avvocati di Cina” – si è convertito al Cristianesimo e ha deciso di lavorare per difendere proprio nei tribunali quanti vengono accusati in maniera strumentale per le loro istanze di democrazia e giustizia.

La conferma del suo arresto è un sintomo preoccupante: a detta di diversi attivisti che vivono in Cina o all’estero, infatti,  il 2012 potrebbe essere un anno ancora peggiore del precedente dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Secondo Hu Ping, direttore del “Beijing Spring”, «la situazione peggiora di anno in anno».

Il caso di Gao «insieme a quello del Nobel Liu Xiaobo e dell’attivista cieco Chen Guangcheng hanno caratterizzato il 2011. Ma nulla lascia pensare a un miglioramento per il futuro. Il regime continua a privare di ogni diritto chiunque cerchi giustizia o democrazia». (E. G.)

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