CINA: arrestato vescovo che diffondeva la lettera del Papa

Il 23 agosto 2007, Giulio Ji Zhiguo, vescovo cattolico di Zhengding non riconosciuto dal regime, è stato arrestato nella regione dell’Hebei per impedirgli di diffondere la Lettera del Papa ai cattolici cinesi. Lo rivela “AsiaNews”, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere.





Il 23 agosto 2007, Giulio Ji Zhiguo, vescovo cattolico di Zhengding non riconosciuto dal regime, è stato arrestato nella regione dell’Hebei per impedirgli di diffondere la Lettera del Papa ai cattolici cinesi. Lo rivela “AsiaNews”, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere. Il presule, precisa la fonte, si apprestava a scrivere una lettera pastorale e ad organizzare incontri coi fedeli della sua diocesi per spiegare il documento pontificio pubblicato lo scorso 30 giugno, un testo che «pur con profondo rispetto verso le autorità cinesi, esige la piena libertà religiosa per la comunità cristiana e condanna l’ingerenza di organizzazioni politiche nella vita della Chiesa, con esplicito riferimento all’Associazione Patriottica (Ap) il cui scopo è edificare una Chiesa nazionale, separata dalla Santa Sede».

     «A conferma del carattere ‘anti-papale’ dell’arresto, i membri dell’Ap – si legge ancora nella nota del Pime – hanno affisso sulla residenza di mons. Jia e sull’edificio che funge da luogo di riunione, il sigillo di appartenenza all’Associazione, rifiutato dal vescovo e dai fedeli». La diocesi non riconosciuta di Zhengding, 270 km a sud di Pechino, conta circa 110 mila fedeli. Mons. Giulio Jia Zhiguo, 73 anni, ha passato più di 15 anni in prigione. Dal 1980, da quando è «vescovo sotterraneo», subisce di continuo arresti e sequestri durante cui è sottoposto a «sessioni politiche» perché accetti di sottomettersi all’Associazione Patriottica. L’ultimo fermo è durato dal 5 al 22 giugno scorso.

    Finora il governo cinese ha risposto in modo stranamente sobrio alla Lettera del Papa. L’Ap, invece, ha bloccato i siti che contengono il testo della Lettera e ne ha proibito la diffusione. In più, ha fatto arrestare alcuni sacerdoti e indurito le loro condizioni di detenzione. Secondo “AsiaNews”, almeno 11 sacerdoti sono attualmente in arresto in diverse regioni della Cina. (E. G.)

Donazione Corrispondenza romana