CINA: arrestati 270 cristiani per aver letto la Bibbia

Continua la campagna segreta per “normalizzare” le Chiese protestanti sotterranee: 270 pastori, non ufficiali, riuniti nel distretto di Hedeng, presso la città di Linyi, sono stati arrestati dalla polizia, rei di aver partecipato «ad un incontro religioso illegale».





Continua la campagna segreta per “normalizzare” le Chiese protestanti sotterranee: 270 pastori, non ufficiali, riuniti nel distretto di Hedeng, presso la città di Linyi, sono stati arrestati dalla polizia, rei di aver partecipato «ad un incontro religioso illegale». La denuncia è della China Aid Association (Caa), organizzazione non governativa con base negli USA che opera per la libertà religiosa in Cina.

I pastori protestanti si erano riuniti per studiare insieme la Bibbia, quando 50 agenti sono entrati nella sala dove si teneva l’incontro, li hanno bendati, ammanettati a gruppi di due e condotti in un carcere locale per interrogarli.
Il pastore Li, testimone oculare, riferisce di un raid «rapido e violento»: la polizia è giunta con mezzi blindati e non ha permesso ad alcuno di allontanarsi dalla zona. Dei fermati, 120 sono stati rilasciati dopo il pagamento di 300 yuan quale «tassa per l’interrogatorio», gli altri 150 si trovano ancora in carcere.

Pechino permette la pratica del Cristianesimo cattolico o evangelico solo all’interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), creato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao Tse-tung, l’espulsione dei missionari stranieri, del Nunzio apostolico e la reclusione dei leader cinesi delle Chiese.

Le statistiche contano 10 milioni di protestanti “ufficiali” riuniti nel MTA, quelli non ufficiali, che si radunano in “chiese domestiche” non registrate, sono stimati in oltre 50 milioni. I cattolici “ufficiali”, riuniti nella Chiesa patriottica, sono invece 5 milioni. 12-15 milioni i cattolici “sotterranei”.

Secondo un documento segreto del Partito Comunista Cinese dell’Hubei, giunto in Occidente lo scorso novembre, in Cina è in atto una campagna per “normalizzare” le Chiese protestanti sotterranee dando loro due possibilità: o aderire al Movimento delle tre autonomie o essere soppresse.

La campagna è in netta opposizione alle indicazioni dell’ONU sulla libertà religiosa, che vieta la distinzione fra attività religiose lecite (perché controllate dallo Stato) e attività illecite, solo perché non sono controllate dal Governo.

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