Cile, docente della Cattolica messo alla porta dal Card. Ezzati

DocenteFinalmente un altro gesto chiaro ed assolutamente in linea con la Dottrina cattolica: il Card. Ricardo Ezzati ha sollevato il prof. Jorge Costadoat Carrasco, Padre gesuita, dall’incarico di docente di Teologia presso l’Università Cattolica del Cile. Secondo quanto riferito dall’agenzia InfoCatolica, il decano della facoltà, Fredy Parra Carrasco, avrebbe invitato Sua Eminenza l’Arcivescovo di Santiago a riconsiderare la propria decisione, vi sarebbe stato in merito anche un incontro. Ma senza esito, né successo. All’insegnante in questione il porporato ha cortesemente indicato la porta d’uscita.

I motivi sono molto semplici e sono riassumibili nelle due parole-chiave del Sinodo: omosessuali e divorziati risposati. Padre Costadoat ha, infatti, appoggiato pubblicamente le tesi del Vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, già collaboratore del Card. Walter Kasper al Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. Tesi, con le quali il prelato ha chiesto alla Chiesa la piena approvazione delle relazioni gay.

Ma non solo. Il docente ha anche lanciato espliciti segnali di “apertura” ai divorziati risposati, chiedendone l’accesso ai Sacramenti. A suo avviso, si dovrebbe distinguere caso per caso, secondo una “teologia della circostanza” per la verità già consunta. E ritiene anzi «pastoralmente negativo» dir loro la verità ovvero il fatto di trovarsi in stato di «peccato grave», poiché, scrive, «mi metto al loro posto e soffro, mi sento umiliato». Non tiene conto della sofferenza e dell’umiliazione, invece, inflitta – con una frattura frutto di un atto deliberato e consapevole – non solo al coniuge abbandonato, ma al Sacramento del matrimonio in quanto tale. No, secondo Padre Costadoat, negare la Santa Comunione ai divorziati risposati costituirebbe addirittura «una negazione della ‘verità’ del Vangelo».

E’ chiaro come posizioni di questo tipo ed altre valutazioni analoghe abbiano posto il reverendo in contrapposizione netta e frontale con la Scrittura, il Magistero, la Tradizione. Da qui la decisione del Card. Ezzati di far chiarezza. E pulizia.

In un proprio comunicato, il Circolo degli Studenti di Teologia ha definito quasi un bene il mancato rinnovo dell’incarico al docente “ribelle”, in quanto questo gli consentirebbe un pieno esercizio, ora, della propria libertà accademica. Allo stesso modo, l’interessato non pare aver capito granché del senso del provvedimento, avendo sul suo blog così commentato la vicenda: «Quando si confonde la missione di un’università con le esigenze della religione cristiana, è proprio la cattolicità dell’università a finir disprezzata». Senza comprendere la stridente schizofrenia – ed anche l’insopportabile, vile inganno – intrinseco al servirsi di una struttura cattolica, quale l’Università, per diffondere le proprie, personalissime teorie contrarie alla retta Dottrina.

Il benservito dato al prof. Costadoat ha pertanto prodotto due benefici effetti: il primo, far perdere un pezzo alla “Chiesa della misericordia” allineata col Card. Kasper; il secondo, rafforzare e ribadire la verità di Cristo ed il Suo insegnamento.

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