CHIESA ITALIANA: mons. Negri e i cattolici nella vita pubblica

Il vescovo di San Martino-Montefeltro, Luigi Negri, presidente della fondazione per il Magistero sociale della Chiesa, in un’intervista alla “Stampa” (28 febbraio 2011), ha affermato che «da sempre alla Chiesa interessa ciò che un governante fa per il bene comune.


Sul piano della condotta individuale indirizziamo a Berlusconi le stesse raccomandazioni rivolte a chiunque altro. Sui comportamenti personali il giudizio spetta solo a Dio». Secondo mons. Negri esistono «le condizioni per orientare cattolicamente la restante parte della legislatura verso i principi non negoziabili: vita, famiglia, libertà di istruzione». Il “no” del premier alle adozioni dei single e alle unioni gay sono «segnali positivi di disponibilità alla cooperazione per l’interesse generale dell’Italia» e «le incoerenze etiche di un governante non distruggono il benessere e la libertà del popolo, gli attacchi alla famiglia e alla sacralità della vita devastano la vita sociale». «Ci sono margini – ha aggiunto – per un’azione più incisiva dei cattolici nella vita pubblica. La democrazia non si fa con l’ingegneria costituzionale.

Manca un rapporto equilibrato tra la politica e un apparato giudiziario autoreferenziale e indipendente nei suoi atti. Le priorità sono la salvaguardia della vita dal concepimento alla fine naturale, della famiglia eterosessuale (l’unica feconda), della possibilità per la Chiesa di svolgere l’azione formativa e culturale tra la gente».

Quanto agli scandali del premier, mons. Negri ha spiegato che «se esistono reati tocca alla legge stabilirlo» e non si può condannare a priori. «Un politico – ha continuato – è più o meno apprezzabile moralmente in base a quanto si impegna a vantaggio del bene comune, cioè di un popolo che viva bene e di una Chiesa che operi in piena libertà. Non è edificante sentir evocare anche in ambienti cattolici l’indignazione, il disprezzo, l’odio verso l’avversario politico. A far male alla società sono i Dico, la legislazione laicista, la moralità teorizzata e praticata da quanti ci inondano di chiacchiere sulla rilevanza pubblica di taluni comportamenti privati».

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