CHIESA CATTOLICA: via all’inchiesta per la beatificazione di Zita d’Austria

Ora è ufficiale: il prossimo 10 dicembre si aprirà a Le Mans l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione della Serva di Dio Imperatrice Zita d’Austria. Ad annunciarlo è stato il Postulatore, l’abate Cyrille Debris, in occasione del partecipatissimo incontro tenutosi sabato 7 novembre a Bergamo presso la chiesa del monastero di S. Benedetto. Sede scelta non a caso, essendo stata la Sovrana oblata benedettina. L’iniziativa, voluta per ricordare lei e suo marito, l’Imperatore Carlo I d’Austria (già beatificato nel 2004), è stata promossa dall’associazione culturale “Alle Radici della Comunità” in collaborazione con numerose altre sigle.

L’abate Debris, dopo aver ricordato le principali tappe della lunga vita dell’Imperatrice, ha ripercorso anche l’iter della Causa: «Già voluta da Giovanni Paolo II – ha detto – l’11 aprile del 2008 il Vaticano ha dato il permesso di trasferire la competenza giuridica dalla Svizzera alla Francia. Il 6 giugno dello scorso anno è giunto il nihil obstat della Santa Sede». Mons. Franz Xavier Brandmayr, Rettore del Pontificio Istituto Teutonico di Roma ed assistente nazionale della Gebetsliga “Kaiser Karl”, ha quindi tracciato i principali cenni biografici del Beato Carlo I, ricordando come ciascuno di noi possa trovare con l’esempio da lui lasciatoci molti punti in comune, poiché «la sua santità non consisteva nell’essere Imperatore, bensì nell’essere cristiano».

E ha proseguito: «Questo grande uomo ci aiuterà anche oggi ad avere un’Europa che non dimentichi le proprie radici». L’Arciduca Martino d’Austria, nipote del Beato Carlo I, presente all’incontro, ha evidenziato come personalità quali quelle di Carlo I e Zita mostrino un volto del XX Secolo impregnato «non di materialismo, ma di spiritualità».
L’Arciduchessa Catharina ha infine letto una toccante testimonianza di suo suocero Roberto, figlio dell’Imperatore. Il delegato lombardo della Gebetsliga, don Arnaldo Morandi, ha ricordato come Giovanni Paolo II abbia voluto far coincidere la memoria liturgica del Beato Carlo I col giorno del suo matrimonio con Zita, per valorizzare il loro esser famiglia cristiana e per ricordare come «non ci si santifichi da soli».

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