CHIESA CATTOLICA: un Vescovo da ricordare

Quando nell’immediato dopoguerra l’Italia si trovò a fronteggiare concretamente la minaccia socialcomunista alle elezioni del 18 aprile 1948, due uomini furono i principali protagonisti della vittoria delle libertà: Luigi Gedda (1902-2000), vicepresidente di Azione Cattolica e ideatore dei Comitati Civici e mons. Roberto Ronca (1901-1977), già rettore del Pontificio Seminario Maggiore a Roma, quindi fondatore e instancabile direttore del movimento civico-politico Unione Nazionale Civiltà Italica (1946-1955).


Un movimento contraddistintosi per aver scelto pubblicamente come proprio vessillo il tricolore, nonché per un’omonima rivista che per anni rappresentò, di fatto, l’unico strumento d’informazione e formazione cattolica e anti-comunista esistente nel nostro Paese (cfr. Monsignor Ronca e l’alternativa alla D.C., in “Corrispondenza Romana”, n. 853, 24 aprile 2004, p. 5). Proprio la figura di Ronca viene opportunamente rievocata in questi giorni con un agile libretto a cura di Giuseppe Brienza che raccoglie la prima lettera pastorale del futuro vescovo di Pompei, uomo di fiducia di Pio XII (Roberto Ronca, Lavorare e sacrificarsi per la gloria di Maria, Edizioni Amicizia Cristiana, Chieti 2010).

Il documento, pubblicato per la prima volta a livello nazionale, uscì originariamente il 5 agosto 1948 e rappresentò una coraggiosa testimonianza di militanza cristiana, anticipando con il suo aperto ripudio delle «dottrine false e sovvertitrici», il decreto di scomunica ai comunisti emesso il 1 luglio 1949 dalla Congregazione del Sant’Uffizio. La Lettera si apre con una dichiarazione di amore filiale verso la Madonna, “Regina delle Vittorie” (il titolo di cui la Madre di Dio fu insignita dopo la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani, avvenuta nel 1571) e da un «omaggio devoto al Padre comune», il Sommo Pontefice, Vicario di Cristo in terra. Così facendo mons. Ronca mostrava ai suoi fedeli il vero senso della vita cristiana che, fondata sull’Eucaristia, trova i suoi restanti fondamenti nella devozione mariana e nell’obbedienza convinta al Papa e al suo Magistero.

Se l’obiettivo del cristiano è quello di instaurare il “Regno di Cristo”, la strada più sicura passa per l’imitazione quotidiana di Maria, Maestra di Fede e Vincitrice di tutte le eresie. Il Rosario, la “catena” prediletta di Maria, diventa allora il mezzo più prezioso per la santificazione individuale, familiare e sociale secondo l’amato insegnamento del fondatore stesso del Santuario di Pompei, il Beato Bartolo Longo (1841-1926).

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