CHIESA CATTOLICA: Terza Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

Il 24 maggio, festa di Nostra Signora Aiuto dei cristiani, i cattolici cinesi hanno pregato per la Chiesa in Cina, secondo l’indicazione di Papa Benedetto XVI, che nella Lettera del giugno 2007 chiedeva di celebrare una Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina il 24 maggio, giorno della festa di Nostra Signora di Sheshan, il santuario nazionale alla periferia di Shanghai.

«L’idea del Papa contenuta nella Lettera e ripetuta il giorno di Pentecoste – scrive padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia online AsiaNews (25/05/2010) – è che “i fedeli che sono in Cina preghino affinché l’unità tra di loro e con la Chiesa universale si approfondisca sempre di più, i cattolici nel mondo intero – specialmente quelli che sono di origine cinese – si uniscono a loro nell’orazione e nella carità”. In questi tre anni la Giornata di preghiera ha avuto successo in Italia, all’estero e in Cina, pur con tutta la resistenza che il regime comunista e le associazione patriottiche hanno attuato per bloccare i pellegrinaggi verso Sheshan con dispiego di forze dell’ordine e «volontari» che fermano i fedeli perfino sulle strade che portano al santuario, distanti diversi chilometri. Tuttavia il clero cinese non s’è perso d’animo e ha trasformato la Giornata in una appuntamento diocesano con SS. Messe, adorazioni e benedizioni eucaristiche, pellegrinaggi a santuari locali.

Il problema cruciale della Chiesa cattolica in Cina è oggi in primo luogo l’unità fra i vescovi e fra di loro e il Papa. La Tian Anmen non attua vessazioni crudeli, come in passato, ma piuttosto una forma di persecuzione subdola, basata sulla divisione: la sorte dei vescovi «sotterranei» (cioé fedeli alla Santa Sede) che chiedono libertà di religione, arrestati, scomparsi, relegati in luoghi segreti o isolati, è un avvertimento per i vescovi «ufficiali», talora un po’ troppo timorosi, che rischiano di perdere quel poco di libertà di culto che è concessa loro.

Allo stesso modo, il regime non ostacola nuove ordinazioni episcopali approvate dal Vaticano, ma si preoccupa di inserire fra i vescovi concelebranti qualche vescovo scomunicato per minare l’unità con i fedeli sotterranei e compiere un gesto in dispregio al Pontefice. Padre Cervellera conclude rilevando che: «La sete di Dio in Cina è grandissima; la popolazione è ormai nauseata dal materialismo. Dall’amore reciproco ci saranno frutti abbondanti per la missione».

Donazione Corrispondenza romana