CHIESA CATTOLICA: sarà martire la suora accoltellata da tre minorenni

Sarà beata, forse diventerà santa, ma soprattutto martire, suor Maria Laura Mainetti. Una degli ultimi – in senso cronologico – martiri. E idealmente entra già a far parte di quella folta schiera di uomini e donne uccisi in ogni angolo del mondo a causa della loro fede (123 vittime in 26 Paesi, secondo quanto riportato da “Asianews”) ricordati durante la Via Crucis al Colosseo presieduta dal Papa Benedetto XVI, con le meditazioni e le preghiere del cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, battagliero e amato rappresentante della “Chiesa del silenzio” cinese.





Sarà beata, forse diventerà santa, ma soprattutto martire, suor Maria Laura Mainetti. Una degli ultimi – in senso cronologico – martiri. E idealmente entra già a far parte di quella folta schiera di uomini e donne uccisi in ogni angolo del mondo a causa della loro fede (123 vittime in 26 Paesi, secondo quanto riportato da “Asianews”) ricordati durante la Via Crucis al Colosseo presieduta dal Papa Benedetto XVI, con le meditazioni e le preghiere del cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, battagliero e amato rappresentante della “Chiesa del silenzio” cinese.

La beatificazione di suor Maria Laura, la religiosa di Chiavenna uccisa nella notte fra il 6 e il 7 giugno 2000 da tre ragazze minorenni durante un rito satanico, è stata accolta appunto come “causa di martirio” da parte della Congregazione delle Cause dei Santi, come comunica la “Sir”, l’agenzia stampa della CEI. Questo significa che non dovranno essere portate prove di miracoli compiuti.

Suor Maria Laura è stata uccisa, come si riferisce, «in odio alla fede». A questo punto la causa prosegue con la redazione della Positio super martyrio, cioè la raccolta di tutta la documentazione relativa al processo in un unico volume.

Il Decreto di validità giuridica è stato emesso in data 11 gennaio 2008.

«Questo è un primo ma fondamentale atto», afferma monsignor Diego Coletti, vescovo di Como, «attraverso il quale la Santa Sede riconosce la validità del processo diocesano e apre, così, una seconda fase dell’istruttoria che si orienta alla beatificazione di suor Maria Laura, fase che consiste nella stesura di una sorta di sintesi di tutta la documentazione prodotta nel processo diocesano, volta a dimostrare, sullo sfondo della vita di suor Maria Laura, ricca di virtù cristiane e religiose, la realtà di un vero martirio».

Suor Maria Laura, al secolo Teresina Mainetti, era nata a Colico (Lecco) il 20 agosto 1939. Insegnava nelle scuole gestite dalla Congregazione e al momento della morte era superiora della comunità delle Figlie della Croce presso l’Istituto Immacolata di Chiavenna.

Era la notte tra il 6 e il 7 giugno del 2000 quando suor Maria Laura Mainetti viene uccisa a Chiavenna (in provincia di Sondrio) da Ambra G. e Veronica P., di 17 anni, e Milena D.G., di 16: 19 coltellate inferte “nel nome di Satana” straziano il corpo della religiosa, che prima viene fatta inginocchiare e poi è tramortita con un cubo di porfido, in una sorta di macabro rituale satanista, come poi è emerso con chiarezza durante l’inchiesta.

Le tre adolescenti, condannate poi per l’omicidio ed attualmente fuori dal carcere, le avevano teso una trappola: per poter attirare la suora in un luogo isolato, dove compiere indisturbate la loro cerimonia di sangue, le avevano chiesto di soccorrere una ragazza, vittima di uno stupro, rimasta incinta. Una terribile menzogna alla quale la religiosa, sempre pronta a dare una mano a chi ne aveva bisogno, aveva creduto, correndo per aiutare un’infelice e abbracciando, così, la croce del suo martirio.

Ai microfoni della “Radio Vaticana”, l’attuale Vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, ha detto che l’annuncio «è stato accolto da un grande applauso, perché la memoria di suor Maria Laura è una memoria ancora molto viva, non soltanto in Val Chiavenna».

«In tutta la diocesi – ha aggiunto – la sentiamo come una figura importante per questa testimonianza così forte, così bella di una donna che, cadendo sotto i colpi di chi la stava uccidendo, ha pregato per le ragazze, cercando di capire il senso di questo gesto folle».

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