CHIESA CATTOLICA: no del vescovo di Trento a finanziamenti cristiani per una moschea

Padre Giorgio Butterini, appartenente alla comunità di San Francesco Saverio, non poteva immaginare che la sua richiesta avrebbe potuto provocare un tale scalpore e disapprovazione.





Padre Giorgio Butterini, appartenente alla comunità di San Francesco Saverio, non poteva immaginare che la sua richiesta avrebbe potuto provocare un tale scalpore e disapprovazione. Egli, infatti, dopo la confessione del mercoledì santo, ha invitato i fedeli a raccogliere una colletta (che ammonta a circa 1.450 euro), in favore della comunità islamica trentina, che auspica la costruzione di una sede nuova e più grande.

Non si è fatta attendere la replica di monsignor Luigi Bressan, Vescovo di Trento, che con queste parole espone il suo dissenso a riguardo: «L’Islam lo conosco bene, ho lavorato in Pakistan. Ma qui il punto è un altro: io credo che noi dobbiamo dare aiuti materiali a chi ne ha bisogno ma non costruire templi altrui. Ogni gruppo religioso provveda a se stesso, padre Butterini fermi subito la donazione di quei fondi».

Quest’ultimo, sorpreso, si difende dichiarando che non si aspettava una simile reazione dal vescovo ma soprattutto dice di non capire i trentini: «Celebrano Chiara Lubich per la sua opera a favore dell’ecumenismo e poi vanno a mettere la propria firma alla raccolta promossa dalla Lega che gioca sulle paure antropologiche della gente». Il frate pertanto ha annunciato che donerà lo stesso la somma raccolta, nonostante l’interdizione di monsignor Bressan.

In suo favore si schiera Ruggero Purin, Segretario della Cgil del Trentino, il quale accusa il Vescovo di appoggiare le istanze anti-costituzionali della Lega, non ricordandosi che la confessione cattolica viene sostenuta anche da denaro pubblico, di cui non necessariamente sono persone che appartengono alla sua religione. Ma anche il Sindaco della città, Alberto Pacher, si mostra concorde nell’approvare il nuovo centro islamico: «Dire no alla moschea è assurdo perché l’abbiamo già da 17 anni. I musulmani non ci hanno mai chiesto soldi. In ogni caso, opereremo perché tutti possano esprimere la propria fede». Dall’altra parte, invece, la Lega Nord, che da tempo sostiene l’iniziativa “No moschee in Trentino”, per voce del senatore Sergio Divina, spiega: «Abbiamo raccolto oltre 10 mila firme. Ai cittadini non piace il proliferare di moschee, lì si fanno molte cose non giuste».

L’appoggio al vescovo Bressan viene anche da don Pietro Rattin, che ritiene che solo quando l’Islam cambierà atteggiamento potrà avere diritto a luoghi di culto. E nonostante qualche timore provenga dal fatto che l’imam locale, Aboulkheir Breigheche, il quale vorrebbe solo un centro culturale più ampio e non nuovi minareti, sia al tempo stesso dirigente dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche, più volte al centro di polemiche per il suo intervento in favore dei Fratelli musulmani, padre Butterini va avanti.

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