Chiesa Cattolica: l’Università Cattolica del Sacro Cuore e “Rete Donne”

(di Mauro Faverzani) Nella società multiculturale, multietnica, multireligiosa, il nuovo karma di qualsiasi discorso sembra esser diventato il “dialogo”. Condito in tutte le salse, servito in qualsiasi forma, disponibile in ogni momento. Con tutto, su tutto e con tutti. Anche con chi la pensi all’opposto. Anzi, meglio ancora… Lungi dal valutare il rischio di possibili strumentalizzazioni, gli ultras del dialogo ad oltranza abbracciano anche l’imprudenza, piuttosto di star zitti.

L’ultimo caso, ma solo in ordine di tempo, è quello rappresentato dall’incontro Se non le donne, chi?, promosso a Cremona dall’organizzazione “Rete Donne”. Quella stessa organizzazione balzata agli “onori” della cronaca locale per aver ferocemente contestato con slogan criptofemministi di altri tempi le modalità scelte dall’associazione Difendere la Vita con Maria per dar degna sepoltura – a proprie spese, a norma di legge e con rito cattolico – ai feti abortiti, quindi rifiutati dalle loro madri, indipendentemente dalle ragioni.

La collocazione politica di realtà quali “Rete Donne” è indubbia: le firme di protesta contro tali pietose esequie sono state raccolte presso la sede del Pd; e consigliere comunali del Pd han dato un convinto e metodico supporto, facendo loro da altoparlante. Non solo: la sede prescelta per la conferenza in questione, quella dell’Arci, è decisamente marchiata politicamente. Però questo non è bastato alla sede di Cremona-Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che anzi non ha trovato nulla da ridire o di disdicevole circa la partecipazione di un proprio docente, Piero Ganugi, alla conferenza promossa lo scorso 14 dicembre proprio da “Rete Donne”.

Conferenza, cui il professor Ganugi ha preso parte non a titolo personale (il che già sarebbe stato comunque problematico), bensì con tutti i propri titoli accademici d’insegnante di Statistica Economica presso la sede di Milano dell’Ateneo cattolico, nonché di responsabile di un suo Centro di Ricerca, il Sies-Servizio Informativo Economico-Sociale, a Cremona, per parlare di Donne, giovani e precarietà, di occupazione insomma.

Con un ulteriore distinguo, però: che le promotrici di questa singolare lezione han pensato bene di collegarla – of course, innocentemente ed in nome del dialogo… – alla manifestazione nazionale delle “Donne Snoq”, tenuta a Roma pochi giorni prima, dando connotati ancora più politicizzati al tutto. Evidente l’inopportunità e la facilissima strumentalizzazione della presenza di un docente della Cattolica in tal singolare consesso. Che sarebbe passato sotto silenzio, se uno dei componenti della Cabina di Regia del Sies, il Gruppo Laico Canossiano “Giuseppina Ghisi”, non ne avesse informato per tempo la Direzione di Sede dell’Università.

La quale, fatte le verifiche d’uopo, ha ritenuto comunque di assecondare il tutto. In nome del dialogo, appunto. Meglio se con i “lontani”… La questione potrebbe aver sviluppi, poiché il Gruppo “Ghisi” ha indirizzato una protesta formale in merito a questa vicenda al Rettore Vicario ed all’Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica. Ma senza farsi troppe illusioni… Il rischio del troppo dialogare, infatti, è quello di perder il sapore di ciò che si dice…. (Mauro Faverzani)

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