CHIESA CATTOLICA: l’integralismo dei Centri Sociali

I centri sociali hanno promosso una rissa a Roma lo scorso 28 ottobre all’uscita della chiesa di Sant’Eugenio in piazzale Belle Arti, frequentata da esponenti dell’Opus dei, per protestare contro la beatificazione di 498 martiri della Guerra Civile spagnola.





I centri sociali hanno promosso una rissa a Roma lo scorso 28 ottobre all’uscita della chiesa di Sant’Eugenio in piazzale Belle Arti, frequentata da esponenti dell’Opus dei, per protestare contro la beatificazione di 498 martiri della Guerra Civile spagnola.

Ha innescato i tafferugli l’iniziativa di un gruppo di aderenti ai collettivi Militant e Facciamo Breccia che hanno esposto davanti alla chiesa uno striscione con scritto Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non può essere beato, insieme con una riproduzione della Guernica di Picasso.

La situazione è degenerata ed è stato necessario l’intervento di carabinieri e polizia che hanno fermato e identificato sei persone e bloccato il furgone dei collettivi in via Bruno Buozzi. I manifestanti avevano anche imbrattato il selciato con vernice rossa a simboleggiare «il sangue versato in nome dell’antifascismo».

I rappresentanti dei centri sociali hanno distribuito pure un volantino, firmato Militant, che sottolineava provocatoriamente la coincidenza fra la data del 28 ottobre, scelta dalla Chiesa per la beatificazione, e l’85º anniversario della Marcia su Roma.

«Questi martiri non sono stati proposti alla venerazione del Popolo di Dio per le loro implicazioni politiche, né per lottare contro chicchessia, ma per offrire le loro esistenze come testimonianza di amore a Cristo e con la piena consapevolezza di sentirsi membra della Chiesa» ribatte il cardinale Tacisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, nell’omelia della S.Messa di ringraziamento all’indomani della beatificazione.

Una chiara risposta alle polemiche che hanno accompagnato questa beatificazione, soprattutto in Spagna. «Ogni martirio – prosegue il Bertone – ha luogo in circostanze storiche tragiche che, assumendo talvolta la forma di persecuzione, conducono a una morte violenta a causa della fede. Tuttavia pur in mezzo a simile dramma, il martire sa trascendere il momento storico concreto e contemplare i suoi simili con il cuore di Dio. Essi ci aiutano con il loro esempio e la loro intercessione a non lasciarci vincere, nel momento presente, dallo scoraggiamento e dalla confusione e ad evitare l’inerzia e lo sterile lamento. Questo nostro tempo infatti, come il loro, è un tempo di grazia, un’occasione propizia per condividere con gli altri la gioia di essere discepoli di Cristo». (E.G.)

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