CHIESA CATTOLICA: Karl Rahner, un’analisi critica

Il 22 e il 23 novembre il Seminario Teologico Immacolata Mediatrice dei Frati Francescani dell’Immacolata ha organizzato un Convegno di studi sulla figura, l’opera e la ricezione teologica di Karl Rahner (1904-1984), significativamente intitolato Karl Rahner: un’analisi critica.





Il 22 e il 23 novembre il Seminario Teologico Immacolata Mediatrice dei Frati Francescani dell’Immacolata ha organizzato un Convegno di studi sulla figura, l’opera e la ricezione teologica di Karl Rahner (1904-1984), significativamente intitolato Karl Rahner: un’analisi critica.

Il titolo è assai simbolico di un clima ecclesiale che, a oltre 40 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, pare di vistoso récentrage sulla Tradizione e sul Magistero, dopo molti anni di sbandamento, confusione e fuga in avanti. Sbandamento e fuga in avanti che ebbero in Karl Rahner un capofila ineguagliato, un maestro e un modello che pareva intoccabile sino a 2 o 3 lustri fa. In realtà le critiche al pensiero che il teologo tedesco espresse in decine di libri non mancarono mai, ma rimasero sempre un poco di nicchia e in genere riservate agli specialisti del settore. Si criticava qua e la qualche asserzione rahneriana, ma senza far troppo rumore, fors’anche per paura della sua scuola di numerosi e fedeli discepoli che in breve tempo parve occupare i principali ambienti della formazione teologica e dottrinale.

Che oggi una giovane e promettente congregazione francescana, nata solo nel 1970, organizzi alla luce del sole un convegno con lo scopo dichiarato di demitizzare uno dei maggiori demitizzatori novecenteschi del cristianesimo, che si pose in continuità con i vari Buonaiuti e Bultman, la dice lunga sullo rinascita di una “nuova cristianità” teologica, ben diversa stavolta da quelle profetizzate dai promotori della città secolare.
I molti e autorevolissimi accademici che si sono succeduti nella due giorni sono un’altra testimonianza di questo paradigmatico cambio di rotta che si avverte sia nel giovane clero e in certi movimenti laicali, sia anche in talune scuole di teologia e di filosofia, come nel successo di riviste e autori non omogenei a quello spirito “neo-modernista” che di fatto si impose, surrettiziamente, nel post-Concilio.
Gli oltre 10 conferenzieri erano, oltre ad alcuni padri dei Francescani dell’Immacolata, tutti docenti universitari o ex docenti: della Gregoriana, della Lateranense, della Facoltà dell’Emilia-Romagna, due accademici dell’Università di Lugano e uno dell’Università della Navarra.

Impossibile ripercorrere pur brevemente i singoli interventi: ci limitiamo a segnalare la serietà e la gravità delle riserve emesse verso quel nuovo doctor communis che, in un’inchiesta degli anni ‘80 fatta su un campione di oltre 1000 studenti della Pontificia Università Gregoriana, quasi il 50% degli stessi scelse come il teologo cattolico più significativo, molto al di sopra di san Tommaso stesso!
Gli interventi del convegno saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista Fides Cattolica.

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