CHIESA CATTOLICA: il pellegrinaggio di Chartres

Dalla mattina del 10 alla sera del 12 maggio, sotto un sole cocente e un cielo limpido si è svolta la XXVI edizione del pellegrinaggio cattolico europeo dalla Cattedrale di Parigi alla Cattedrale di Chartres.

Dalla mattina del 10 alla sera del 12 maggio, sotto un sole cocente e un cielo limpido si è svolta la XXVI edizione del pellegrinaggio cattolico europeo dalla Cattedrale di Parigi alla Cattedrale di Chartres.
Lo spirito di questo pellegrinaggio, che vede di anno in anno aumentare le presenze di giovani e di sacerdoti, è riassunto dal motto Cristianità-Tradizione-Missione, e l’Associazione che con grande impegno e coraggio ne porta avanti l’organizzazione si chiama non a caso Nostra Signora della Cristianità.

Il desiderio di fondo degli organizzatori è ribadire la necessità e l’urgenza per tutti i cattolici di riscoprire il passo paolino, fatto suo da Papa S. Pio X, dell’instaurare omnia in Christo.
La sua caratteristica precipua e più importante sta nel fatto che tutte le celebrazioni che si hanno nei giorni di cammino, inclusa quella solenne di Pentecoste e quella conclusiva a Chartres, avvengono nella forma straordinaria del Rito Romano.

La marcia dura 3 giorni interi e la strada percorsa tra le due magnifiche cattedrali gotiche è di oltre 100 km. I pellegrini sono divisi in capitoli di varia entità per favorire la loro assistenza spirituale e l’ordinato procedere della colonna: quest’anno inoltre si è avuto un sensibile balzo in avanti dei partecipanti che sono stati circa 7000 (in marcia), ai quali vanno aggiunti coloro che si sono recati alla messa solenne conclusiva (tra i 3000 e i 5000). I sacerdoti e i religiosi presenti, delle comunità Ecclesia Dei ma anche di tante altre congregazioni, superavano le 200 unità.

Ogni anno viene dato un titolo al pellegrinaggio e quest’anno era Chez nous soyez Reine! cioè Sii la nostra Regina, o Maria!

Il tema specifico proposto alla meditazione era invece costituito dalle virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza.

Sabato 10 verso le 7, nella Cattedrale di Parigi l’abbé Le Coq, Cappellano generale del Pellegrinaggio, ne ha illustrato lo spirito di penitenza, espiazione e riconquista: il vescovo ausiliare mons. Beau ha da parte sua portato ai presenti il caloroso saluto del Vescovo di Parigi, S. Em. il card. Vingt-Trois.

La santa messa del primo giorno è stata celebrata, secondo il rito tradizionale, poco fuori Parigi, a Bièvres, da un giovane parroco e l’omelia è stata tenuta da un altro sacerdote diocesano (archivista ed esorcista), segno che, malgrado tutto, gli effetti salutari del motu proprio Summorum Pontificum cominciano inevitabilmente a farsi sentire.

È degno di nota il fatto che per la prima volta un Vescovo, mons. Brouwet, nominato poche settimane prima, ha preso parte al cammino, confondendosi con i pellegrini e spendendosi per le confessioni dei fedeli.
La messa della domenica Pentecoste è stata celebrata da Padre Hervé Tambourin della comunità benedettina di Riaumont in Francia, ben nota per il suo indefesso lavoro in favore dell’infanzia e dei giovani abbandonati e orfani, attraverso l’uso della pedagogia scout e un certo stile di vita spartano e paramilitare.

Padre Hervé nella densa omelia ha potuto dire, con cauta fierezza, di aver partecipato al pellegrinaggio di Chartres per 26 volte, i primi anni come giovane del servizio d’ordine e poi come sacerdote di Cristo.
Arrivati a Chartres i pellegrini hanno riempito in poco tempo la Cattedrale, notando altresì la folla di fedeli che li attendeva sul sagrato e nei giardini circostanti, e verso le ore 18 la Santa messa conclusiva ha preso inizio.
Essa è stata celebrata in Rito domenicano antico da Padre Louis-Marie de Blignières Priore e fondatore della Fraternità S. Vincenzo Ferreri e insigne teologo tomista: nell’omelia il predicatore, con grande zelo domenicano, ha ricordato agli oltre 10.000 presenti, alcuni dei quali seguivano la messa su un maxi-schermo posto al di fuori della Cattedrale, l’importanza dell’impegno cristiano nell’attuale società e il ruolo che in essa deve ricoprire la donna, ispirandosi in ciò al modello sublime della Vergine Maria.

Un piccolo particolare da ricordare infine è la presenza di un piccolo capitolo di italiani guidato e assistito spiritualmente da tre Frati francescani dell’Immacolata, i quali per la prima volta hanno preso parte al pellegrinaggio unendosi alle molte comunità religiose, francesi e non, maschili e femminili presenti sul cammino di Chartres.

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