CHIESA CATTOLICA: il cardinale Bagnasco indica le priorità

«Non si può contrapporre l’esigenza di sicurezza al rispetto dei diritti degli immigrati». Il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), lo dice in un’intervista su “La Stampa” (9 giugno 2008)





«Non si può contrapporre l’esigenza di sicurezza al rispetto dei diritti degli immigrati». Il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), lo dice in un’intervista su “La Stampa” (9 giugno 2008), in cui delinea le priorità per la Chiesa italiana, che «difende la vita, la famiglia e la libertà dei genitori di decidere quale istruzione dare ai figli».

Anzitutto la missione della Chiesa che «non attenta a nessuna laicità, ma è un servizio stesso alla laicità». «Valutazioni diverse – sottolinea il Cardinale – mi sembrano francamente solo dei pregiudizi» e aggiunge: «quando si mettono in crisi sistematicamente i valori fondamentali che riguardano la vita, la famiglia, la persona come relazione, la libertà nel suo rapporto con la verità e ogni scelta diventa eticamente equivalente, il tessuto sociale si sfalda inevitabilmente».

La Chiesa italiana bada «alla sostanza delle cose, ai principi e ai valori che derivano dalla fede» proponendo nella sfera privata e in quella pubblica un cristianesimo autentico e fortemente legato al messaggio evangelico attraverso la liturgia, la preghiera, l’impegno solidaristico nella società.

«La difesa e la promozione della vita umana, la libertà educativa e il valore ineguagliabile della famiglia – afferma Bagnasco – sono valori non di oggi, ma che fanno parte della tradizione cristiana e della nostra cultura. Sono per altro valori auspicabili in qualunque contesto politico e legislativo».

In tema di multiculturalità, il Presidente della CEI ribadisce che «la Chiesa in Italia continua la sua vocazione di vicinanza alla gente. Le porte delle nostre parrocchie sono aperte a tutti. Ritengo che sia questa la prima risposta concreta delle comunità cristiane alla sfida della multiculturalità e dell’immigrazione».

Poi il Cardinale passa a parlare dell’insegnamento della religione e di scuole cattoliche: «A livello europeo l’insegnamento della religione è la regola e non l’eccezione. Così come il sostegno dello Stato alle scuole pubbliche non statali esiste già in diversi Paesi tra cui la Francia».

Bagnasco sostiene inoltre di avere «l’impressione che il nostro popolo desideri in modo sempre più intenso e concreto un riscatto morale verso il proprio futuro, nella consapevolezza sempre più diffusa che senza un quadro di valori veri e certi, è impossibile costruire una società veramente umana». Secondo Bagnasco i rischi derivati dal relativismo morale che l’Italia corre «sono la strisciante frammentazione del Paese, che rende tutti più insicuri e insieme più aggressivi».

Per la CEI gli Orientamenti pastorali del decennio riguardano la sfida dell’evangelizzazione: «nessuna volontà di ripiegamento, ma al contrario, fedele al Vangelo, la Chiesa continuerà la sua opera di evangelizzazione, incarnandola nella società odierna».

Anche sul problema del lavoro sottolinea che «la Chiesa italiana, vivendo accanto alle persone, da tempo, fa sentire la sua voce. I pastori continueranno, come è loro dovere, a dare voce ai problemi reali. La presenza delle parrocchie, delle aggregazioni laicali, di innumerevoli iniziative di carità, costituiscono anche oggi una fittissima trama di relazioni davanti agli occhi di tutti».

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