CHIESA CATTOLICA: il cardinal Toppo denuncia le violenze anti-cristiane in India

Uno «tsunami provocato da essere umani», così il Presidente della Conferenza episcopale indiana (CBCI), card. Telesphore Toppo, in visita nella zona di Bubhaneshwar, ha definito le recenti violenze dei fondamentalisti del Vishva Hindu Parishad (Vhp) ai danni della comunità cristiana dello Stato di Orissa nell’est dell’India.





Uno «tsunami provocato da essere umani», così il Presidente della Conferenza episcopale indiana (CBCI), card. Telesphore Toppo, in visita nella zona di Bubhaneshwar, ha definito le recenti violenze dei fondamentalisti del Vishva Hindu Parishad (Vhp) ai danni della comunità cristiana dello Stato di Orissa nell’est dell’India.

Tra il 24 e il 27 dicembre 2007, gruppi di estremisti si sono scagliati contro proprietà dei cristiani, dalit e tribali: 6 morti, 70 chiese e istituzioni attaccate, distrutte o date alle fiamme, 600 case danneggiate o demolite, 5.000 persone colpite.

Le autorità locali hanno impedito al card. Toppo, ospite dell’arcivescovo Raphael Cheenath dal 2 al 4 gennaio, di incontrare le vittime delle aggressioni nelle loro abitazioni, ma il prelato è riuscito a parlare con alcune di loro presso la sede episcopale e ha visitato alcune delle aree aggredite, dove «la gente è ancora scioccata e vive in una grande paura e ansia».
Il card. Toppo ha poi incontrato il premier indiano Manmohan Singh per aggiornarlo sulla situazione in Orissa e gli ha consegnato una lettera in cui definisce «veramente tragica» la serie di «ingiustificati» attacchi sferrati contro i cristiani nel distretto di Kandhamal.
«Senza dubbio – lamenta il porporato – si tratta di atti premeditati e portati a termine da forze settarie».

In una circolare del 7 gennaio il Cardinale ha invitato tutte le diocesi e le istituzioni cattoliche del Paese ad inviare alle comunità colpite aiuti materiali ed economici per la ricostruzione.
Lo stesso giorno, ad oltre 10 giorni dall’accaduto, dopo le critiche di inefficienza e «apatia» lanciate da alcuni gruppi per i diritti umani, la Commissione nazionale per le minoranze (Ncm) si è recata nel distretto di Kandhamal e una delegazione di due membri ha visitato l’area. Il gruppo deve accertare le cause delle violenze e suggerire i provvedimenti da prendere a sostegno alle vittime. La delegazione incontrerà il Chief Minister dell’Orissa prima di sottoporre il suo rapporto alla Commissione.

In un’intervista ad “AsiaNews” (Agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere) dell’11 gennaio 2008, padre Cosmon Arockiaraj – Segretario esecutivo della Commissione per le caste e le tribù classificate della CBCI – sostiene che ad orchestrare le violenze di Natale sono state le caste alte indù, che vogliono bloccare il lavoro della Chiesa per lo sviluppo dei dalit: «chi detiene il monopolio degli affari nello Stato è contrario allo sviluppo economico e all’alfabetizzazione dei fuori casta e dei tribali, perché mantenendo queste categorie nell’ignoranza e nella povertà può continuare a sfruttarle per il proprio tornaconto».

La Chiesa, invece, «tratta con dignità e offre istruzione e competenze professionali agli emarginati, attraverso scuole e ostelli nelle aree rurali», così che questa gente possa avere la speranza in un futuro migliore e conoscere i propri diritti.

«Il fine di questa ondata di aggressioni – ha continuato padre  Arockiaraj – è chiaramente politico, ma scegliendo il periodo natalizio si è voluto coprirlo con un pretesto religioso, così da giustificare anche l’eccessiva violenza usata contro la comunità».

Padre Arockiaraj si appella alla comunità internazionale, perché combatta queste forze interne alla società indiana contrarie alla parità dei diritti per i dalit cristiani e controlli i fondi di aiuti destinati all’Unione.

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