CHIESA CATTOLICA: Benedetto XVI difende le radici cristiane dell’Europa

Il Santo Padre, ricevendo in udienza il lunedì 19 ottobre il signor Yves Gazzo, nuovo Capo della delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, che presentava le Sue credenziali, ha voluto sottolineare che i valori fondamentali che uniscono l’Europa e che l’hanno fatta nascere «sono il frutto di una lunga e tortuosa storia nella quale, nessuno lo può negare, il cristianesimo ha svolto un ruolo di primo piano.


La pari dignità di tutti gli esseri umani, la libertà d’atto di fede alla radice di tutte le altre libertà civili, la pace come elemento decisivo del bene comune, lo sviluppo umano – intellettuale, sociale ed economico – in quanto vocazione divina (cfr. Caritas in veritate, nn. 16-19) e il senso della storia che ne deriva, sono altrettanti elementi centrali della Rivelazione cristiana che continuano a modellare la civiltà europea».

«Quando la Chiesa ricorda le radici cristiane dell’Europa, – ha ben specificato Benedetto XVI – non è alla ricerca di uno statuto privilegiato per se stessa. Essa vuole fare opera di memoria storica ricordando in primo luogo una verità – sempre più passata sotto silenzio – ossia l’ispirazione decisamente cristiana dei Padri fondatori dell’Unione Europea. A livello più profondo, essa desidera mostrare anche che la base dei valori proviene soprattutto dall’eredità cristiana che continua ancora oggi ad alimentarla». «Questi valori comuni – ha continuato il Santo Padre – non costituiscono un aggregato anarchico o aleatorio, ma formano un insieme coerente che si ordina e si articola, storicamente, a partire da una visione antropologica precisa». Come può l’Europa, si chiede il Papa, «omettere il principio organico originale di questi valori che hanno rivelato all’uomo allo stesso tempo la sua eminente dignità e il fatto che la sua vocazione personale lo apre a tutti gli altri uomini con i quali è chiamato a costituire una sola famiglia?».

In conclusione, il Santo Padre ammonisce: «Le immense risorse intellettuali, culturali ed economiche del continente continueranno a recare frutto se continueranno a essere fecondate dalla visione trascendente della persona umana che costituisce il tesoro più prezioso dell’eredità europea». «L’Europa sarà realmente se stessa solo se saprà conservare l’originalità che ha fatto la sua grandezza» e solo corrispondendovi essa sarà «capace di affrontare le sfide di domani e di rispondere alle attese della popolazione» nella «ricerca del giusto e delicato equilibrio fra l’efficienza economica e le esigenze sociali, della salvaguardia dell’ambiente, e soprattutto dell’indispensabile e necessario sostegno alla vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, e alla famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna».

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